200,000 stazioni di ricarica rapida per veicoli elettrici entro il 2020: fast charging e standard universale giocheranno un ruolo fondamentale

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photo credit: carrott via photopin cc
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Una ventata di ottimismo sullo sviluppo delle infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici arriva dall’istituto di ricerca statunitense IHS Automotive, branca del più generale IHS: considerando la ricarica rapida il fattore fondamentale per l’affermazione della mobilità elettrica, esso prevede che il numero di queste installazioni rivolte al rifornimento veloce delle auto elettriche cresceranno 100 volte rispetto ai numeri attuali nell’arco di un decennio scarso.

Per l’esattezza, entro il 2020 sono stimate in 200,000 le colonnine rapide che saranno state installate: la previsione è stata calcolata sulla base dei trend di crescita attuali che hanno visto il numero di queste stazioni più che triplicare dal 2012 al 2013 (da 1,800 a 5,900) e che altrettanto è stimato faranno nel 2014.

Nell’analisi divulgata dall’IHS si trova ribadita l’importanza strategica che la ricarica rapida può giocare nell’adozione globale della mobilità elettrica, sempre frenata nell’immaginario comune da tempi di ricarica eccessivamente lunghi. Le stazioni di rifornimento veloce offrono già un notevole abbattimento di questi tempi (20-30 minuti contro le almeno 4 ore necessarie usando la rete elettrica domestica) ma sono ancora troppo rare.

Secondo punto critico è quello solito degli standard di ricarica: il più usato nel mondo, il CHAdeMO (Charge de Move) nato nel 2009 in Giappone e condiviso da tutta l’industria automobilistica del Sol Levante (per altro la più attiva nel settore dell’elettrico), si scontra oggi con il più recente standard brevettato dalla SAE statunitense, il CCS (Combined Charging System). Malgrado la presenza di 2,445 punti di ricarica ultra rapida CHAdeMO nel mondo e la compatibilità con esso dell’80% degli attuali EV in circolazione, il CCS è lo standard sposato dall’industria dell’automobile occidentale (Audi, BMW, Daimler, Chrysler, Ford, General Motors, Porsche, Volkswagen) ed avallato dall’Unione Europea.

Punto di forza del CCS è l’unico connettore in grado di supportare tutti i tipi di ricarica, dalla monofase alla trifase veloce in corrente alternata, dalla ricarica domestica alla ricarica rapida in DC.

Allo stato attuale dello scenario mondiale è però ancora CHAdeMO a dominare, data anche la prevalenza di modelli elettrici marchiati dai suoi consorziati: le vetture compatibili con il sistema avversario sono attese a partire da questo anno.

Ulteriore caso di studio è poi quello di Tesla Motors, la quale offre ai suoi clienti un sistema di rifornimento con standard, interfacce ed infrastrutture proprietarie non condivisibili da vetture di altri Marchi. Il network che l’azienda sta espandendo sulle principali strade di collegamento dei Paesi in cui le sue auto sono vendute (negli U.S.A.) è costituito da stazioni multi postazione che ricavano parte dell’energia impiegata dalle installazioni fotovoltaiche sulle pensiline per sgravare la rete elettrica: esse infatti lavorano ad con corrente ad altissimo voltaggio e ricaricano le batterie delle Tesla S, ben più potenti di quelle generalmente montate sugli altri EV, in meno di mezz’ora, attestandosi come sistema ancor più rapido dei precedenti.

Secondo IHS la ricarica in corrente diretta è destinata ad affermarsi nel campo delle infrastrutture di rifornimento rapido: la domanda cui non è ancora possibile dare una risposta è quale degli standard che si serviranno di essa prevarrà a livello globale.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: IHS Automotive via AutoblogGreen

 

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