2020: la rivoluzione delle batterie, solo unità a stato solido e litio-aria

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Sono tre volte più potenti, si scaricano meno, si miniaturizzano più facilmente: e allora perché non usarle?

È quello che Toyota, per citare la più attiva sul fronte della ricerca sulle batterie a stato solido e con tecnologia litio-aria, si sta domandando da un po’: la risposta del colosso giapponese è che nel 2020 inizierà la commercializzazione di queste nuove tecnologie.

Le unità a stato solido si chiamano così poiché elettrodi ed elettroliti al loro interno sono, per l’appunto, solidi: questa caratteristica li rende ottimi conduttori di ioni, favorendo il passaggio di energia, aumentando la potenza della batteria e, offrendo invece un discreto isolamento nei confronti degli elettroni, facendole scaricare meno.

Essendo poi facilmente miniaturizzabili si configurano come ideali per l’uso nell’industria automobilistica: ci sono però dei “contro” sui quali da anni lavorano i ricercatori, quali la difficoltà di far passare corrente elevata in questi mezzi a stato solido, il che ne inficia un’alta densità energetica. Toyota potrebbe però aver trovato il bandolo della matassa, come riportato in America da Automotive News.

La tecnologia litio-aria, invece, porta un incremento di 5 volte dell’output energetico a parità di massa della batteria: quindi una potenza 5 volte maggiore grazie all’interazione tra un differente tipo di catodo che sfrutta l’aria stessa come mezzo di trasmissione, richiedendo meno materia prima (da qui la diminuzione di peso) per prestazioni migliori.

L’obiettivo di tante ricerche su questi due tipi di batterie è ottenere un prodotto che restituisca l’autonomia media di un attuale veicolo endotermico, come sostenuto dal manager del comparto ingegneria di Toyota Shigeki Suzuki.

Dopo una rincorsa acceleratasi a partire dal 2010, la nuova generazione di batterie a stato solido dovrebbe vedere definitivamente la luce nel 2020, seguita qualche anno dopo da quelle litio-aria.

 

[A.L.]

 

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