Abbassato di 5,000 $ il prezzo della nuova Chevrolet Volt: anche internet ha giocato un ruolo determinante

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© General Motors
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General Motors ad inizio agosto ha concretizzato l’intento di ribassare il prezzo di listino della Volt elettrica extended range portandone il prezzo dai $ 39,995 del modello 2013 ai $ 34,995 della versione 2014, dando corso ad una decisione che era nell’aria da tempo e preannunciata dalle parole dello stesso CEO Dan Akerson diversi mesi fa.

Ma dietro alla notizia dell’incrementata competitività di una delle vetture elettriche più importanti del panorama automobilistico si cela anche l’ormai non trascurabile influenza che ha “la rete” sul marketing.

Il web si rivela infatti arma a doppio taglio, spesso plasmata dalle esigenze pubblicitarie e condizionata dalle stesse per indurre a fare acquisti ma anche in grado di coercere a sua volta il marketing.

Così è lo stesso vice presidente di GM Chris Perry a rendere noto al giornale Wards Auto che proprio le ricerche effettuate su internet dai potenziali clienti hanno contribuito al ritocco del prezzo della berlina extended range. Inserito in un quadro generale di ribassi – dal taglio del 18% effettuato negli USA ed in Europa da Nissan sul prezzo della Leaf agli interventi simili eseguiti da Honda e Ford su Fit EV e Focus EV – il nuovo prezzo della Volt EREV (Extended Range Electric Vehicle) si accoda alla tendenza di tutto il mercato delle basse e zero emissioni volta a rendersi competitivo. Ma in casa General Motors un’altra considerazione ha fatto da ulteriore sprone: consultando le ricerche digitate nel web sulle auto elettriche è risultato che il primo parametro di ricerca è costituito dal prezzo, normalmente inferiore ai 35,000 Dollari.

In questo modo la Chevrolet Volt, auto che nel 2012 ha comunque condotto la testa delle vendite per il segmento dei veicoli elettrici negli States, finiva per essere esclusa in partenza dalle ricerche degli internauti a causa dei suoi quasi 40,000 Dollari da listino.

Giocoforza, le scelte di marketing della Casa automobilistica americana hanno preferito adeguarsi alle tendenze espresse dal mondo di internet, elemento ormai non sottovalutabile per il commercio.

La nuova Chevrolet Volt, per la verità variata di poco rispetto alla precedente versione, ha il compito di riprendersi quella leadership nelle vendite che negli Stati Uniti la Leaf 100% elettrica gli ha strappato negli ultimi mesi e che una serie di nuovi competitori vogliono insidiare.

L’offerta delle auto elettriche si sta arricchendo (specialmente negli USA) ed alcuni EV hanno compiuto notevoli balzi in avanti (vedi Nissan Leaf e Tesla S), seppur su basi differenti.

Se la Leaf ha beneficiato dello sgravio dei costi di importazione dal Giappone dopo l’inizio della produzione negli USA, il che l’ha resa più accessibile alla clientela, la Tesla S appare vincente nel segmento di lusso per la buona fattura dell’auto oltre che grazie ad una campagna di immagine sapientemente orchestrata.

La Chevrolet Volt, omologa della meno diffusa Opel Ampera europea, rimane tuttavia una delle vetture tecnologicamente più avanzate del mercato, in grado di rappresentare l’anello di congiunzione tra l’endotermico e l’elettrico puro al fianco degli ibridi rispetto ai quali forse è la vera alternativa: a zero emissioni l’autonomia per singola carica è di circa 60 km, l’energia che consente al motore elettrico di percorrere gli ulteriori 400 km viene generata da un piccolo propulsore a benzina che ricarica la batteria durante la marcia, aspetto che rende così possibile sfruttare anche i più reperibili carburanti fossili oltre che le colonnine di ricarica elettrica.

 

 

Andrea Lombardo

Fonti: AutoblogGreen , WardsAuto

 

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