Addio alla spina con la ricarica senza fili

2
758

schema1_noteI sistemi wireless portarono in pochi anni una rivoluzione nel campo delle comunicazioni: potrebbe accadere a breve anche per i veicoli elettrici

Senza fili: parole ormai molto diffuse, quasi sempre sinonimo di tecnologia e praticità. Si tratta forse della più grande rivoluzione tecnologica che la nostra società abbia conosciuto: in principio fu il telegrafo, poi la radio, la televisione, il telefono cellulare, le connessioni dati e internet. Tutto ciò che abbiamo citato si basa sullo scambio di informazioni a distanza attraverso onde elettromagnetiche. Tra i grandi scienziati che se ne occuparono è doveroso citare il famoso ingegnere serbo Nikola Tesla: fu forse il primo ad intuire che le onde elettromagnetiche si possono utilizzare anche per il trasferimento di energia, ed effettuò diversi esperimenti in proposito già a partire dal 1899.

Su piccola scala è già realtà
Eppure, dopo oltre 100 anni, le cose sono andate diversamente rispetto a quanto citato in apertura. Se il principio di funzionamento è semplice, le sfide tecnologiche da vincere per ottenere un funzionamento sicuro ed elevati rendimenti sono complesse. Ad oggi soltanto alcuni piccoli elettrodomestici ed apparecchiature elettroniche offrono la possibilità della ricarica senza fili: nel caso di potenze da trasmettere modeste tutto diventa più semplice. In nome della praticità si sacrifica volentieri un po’ di efficienza ed è possibile accontentarsi di congegni più semplici ed economici, ma con rendimenti di trasmissione non eccellenti che però, se replicati in scala maggiore per l’uso sui veicoli elettrici, renderebbero le perdite inaccettabili.

Nuove possibilità per i veicoli elettrici
La possibilità di ricaricare senza dover fisicamente connettere il veicolo alla sorgente di energia può aprire ai mezzi elettrici nuove possibilità. Il plus a livello di comodità è evidente: niente pesanti cavi da svolgere e connettere, a maggior ragione nel caso di brevi rabbocchi in luoghi pubblici, dove tra l’altro resterebbero alla mercè di malintenzionati o vandali.
Un ottimo esempio è rappresentato dal sistema Bosch Plugless L2, optional after market per Chevrolet Volt e Nissan Leaf: semplicemente posteggiando sopra la base, alimentata da un comune impianto elettrico residenziale, si avvia la ricarica. Per questo modello il rendimento di trasferimento si attesta sull’85-90%: buono da un punto di vista tecnico, ma a livello pratico, in termini di spesa, è come aumentare i consumi del veicolo 10-15%.
Un altro interessante sistema è il WEVC di Qualcomm Halo. Il rendimento è analogo, ma può arrivare a trasferire una potenza di 20 kW, con tempi di ricarica, a seconda della capacità installata, di 1-3 ore. La gestione avviene tramite smartphone ed è presente un sofisticato sistema di sicurezza in grado di rilevare oggetti estranei tra emettitore e ricevitore interrompendo il processo. È in corso a Londra una sperimentazione di 2 anni che prevede l’installazione di una rete di “basi” e l’utilizzo di 50 auto elettriche predisposte.
10 i kW di potenza dichiarata per il sistema proposto da Hevo Power, interessante per la tecnologia a doppia risonanza in grado di aumentare l’efficienza, che inizierà presto la sperimentazione a New York.
Anche le grandi case automobilistiche, citiamo ad esempio Nissan, Porsche, Toyota, Volvo hanno progetti in corso: un plus di comodità può orientare la scelta del consumatore e nessuno vuole rimanere indietro.
Quando i requisiti in termini di precisione di posizionamento del veicolo rispetto alla parte fissa diventano meno stringenti, la ricarica può avvenire anche durante soste brevissime. Ad esempio, nel caso dei mezzi pubblici, durante le frequenti fermate per salita e discesa dei passeggeri: ciò potrebbe rendere virtualmente infinita l’autonomia del mezzo nell’ambito dei percorsi cittadini. A Manheim, in Germania, è attuamente in corso una sperimentazione sui bus Primove di Bombardier equipaggiati con un sistema induttivo a bordo e stazioni a terra alle fermate lungo la linea.
C’è anche chi si spinge oltre con studi a proposito di strade in grado di rifornire i veicoli in movimento: in linea di principio è possibile, ma allo stato attuale (e nell’immediato futuro) i costi rendono ancora impossibile questo sbocco.

Leggi l’articolo, scaricalo sui tuoi computer e tablet in PDF e condividilo con i tuoi amici sui social network: puoi, basta un click ed è GRATIS!

2 COMMENTS

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here