Armadillo-T, micro electric car pieghevole dalla Corea

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Credit: KAIST
Credit: KAIST

Si ispira a quel curioso animale americano che è l’armadillo, capace di chiudersi “a palla” per proteggersi, offrendo al nemico solo la sua dura corazza. Non per difesa ma anche la coreana Armadillo-T si può chiudere su sé stessa, arrivando ad occupare solo 1.65 metri da parcheggiata.

Da quando esistono, un po’ per scherzo, un po’ per seria ricerca, le auto elettriche hanno sempre fornito spunti all’immaginazione dei progettisti: di mini car pieghevoli ne abbiamo viste con le spagnole Hiriko e Casple-Podadera, adesso tocca al Korea Advanced Institute of Science and Technology (KAIST) presentare la sua piccola elettrica risparmia-spazio.

Come il professor In-Soo Suh, a capo del team di ricercatori della Graduate School for Green Transportation del KAIST, ha affermato, è lecito aspettarsi che nel futuro delle grandi città sempre più persone optino per le mini car elettriche, non inquinanti e pratiche da parcheggiare.

Così, pensando all’armadillo, alla rivoluzionaria Ford T degli anni ’20 ed alla penuria di spazio, i ricercatori coreani hanno progettato la Armadillo-T come auto in grado di compattarsi facendo chiudere il posteriore sull’abitacolo come un guscio protettivo: l’auto, lunga normalmente 2.8 metri, occupa così solo 1.65 m.

Questo è possibile perché, come nella Hiriko, i motori elettrici sono del tipo in-wheel, ossia integrati nelle ruote (uno per ruota, fatto che oltre ad offrire una trazione integrale garantisce totale assenza di trasmissioni e, quindi, di perdite di energia). La batteria da 13.6 kWh è invece ospitata nel muso della vettura, in posizione tale da contribuire alla stabilità del mezzo, il cui peso complessivo è di soli 450 kg.

La velocità massima è di 60 km/h, l’autonomia di un centinaio di km, ricaricabili in 10 minuti tramite ricarica rapida, caratteristiche nella norma di una micro car elettrica: gli altri punti di forza stanno infatti nell’integrazione di funzioni controllabili via smartphone.

La Armadillo-T, che internamente è dotata di telecamere che aumentano il raggio visuale del guidatore, è infatti chiudibile ed orientabile (ruotando su sé stessa di 360°) da remoto utilizzando un semplice smartphone e relativa app.

Come tutti i prototipi di queste dimensioni a trazione elettrica, sembra destinata ad offrire una risposta per i car sharing del futuro; di per sé il progetto iniziò nel 2011 come ricerca nel campo della mobilità personale. Per arrivare però sul mercato dovrà superare una serie di test e standardizzazioni ancora lunga: i suoi creatori sono però convinti di aver ideato una vera e propria icona della mobilità personale pratica e pulita.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: KAIST  via Phys

 

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