Auto elettrica: la Fiat ci ripensa

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Fino ad oggi, Sergio Marchionne, numero uno di FCA, aveva sempre tenuto la posizione: l’auto elettrica è una scelta economicamente non conveniente e, come tale, estranea alle strategie del gruppo Fiat Chrysler. Convinzione radicata al punto da indurre un paio d’anni fa lo stesso AD di FCA a sconsigliare gli americani residenti in California dal comprare la 500 elettrica, unica eccezione “obbligata” dalla legislazione locale che impone ai costruttori la produzione di una certa quota di veicoli a zero emissioni per poter avere il permesso di commercializzare ogni altro modello.

La motivazione tutta economica – FCA dichiara di perdere 14.000 dollari per ogni 500e venduta – ha però mostrato qualche crepa negli ultimi tempi evidenziata dalle recenti polemiche anche con Musk, l’ideatore della formula Tesla, “sfidato” a dimostrare i reali margini di guadagno delle sue vetture.

Ma la vera sorpresa è giunta con le dichiarazioni rese dallo stesso Marchionne nel corso del recente meeting Italia-Usa di Venezia dove, pur ribadendo le critiche verso il mondo della trazione elettrica che, a suo dire, presenta ancora forti limiti nello sviluppo delle batterie e quindi nelle prestazioni sul piano dell’autonomia, non ha più sbarrato la porta ai veicoli a zero emissioni ammettendo anzi che qualche idea per prevedere alcuni modelli elettrici nella futura gamma FCA, c’è.

Ed i “ragionamenti” a tutto campo si sono spinti sino ad immaginare una city car elettrica, ancora più piccola della 500, agile in città ma in grado di compiere percorsi anche extra urbani, ed una vettura di un marchio Premium, ad esempio Maserati, che si potrebbe identificare con la super coupè Alfieri, già prevista nel piano gamma aziendale dopo il 2019. Ci sarebbe poi spazio anche per una versione ibrida della Maserati Levante in coerenza con una tendenza ormai diffusa e sempre più indispensabile per rientrare nei limiti di emissione.

Certo si tratta solo di ipotesi e scenari tutti da verificare che però ben si sposano con una realtà di mercato che vede tutte le maggiori case costruttrici mondiali, da Volkswagen a BMW, da Mercedes a Renault, da Nissan a Toyota, da anni impegnate a sviluppare motorizzazioni alternative con investimenti importanti. Uno scenario da cui non poteva essere assente l’erede del marchio Fiat che già negli anni novanta era stata tra le prime a sperimentare la trazione elettrica su un modello di produzione, la Panda Elettra, che, pur con i limiti dettati dal tempo e dalla tecnologia, rimane un esempio di capacità di prospezione delle possibili evoluzioni del mercato.

 

 

 

 

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