Auto elettriche e pacemaker, uno studio dimostra che non esistono rischi

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Wikipedia under CC 3.0
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Poiché il numero di auto elettriche ed ibride nel mondo sta crescendo, sorgono legittimamente anche domande di varia natura: una di queste ipotizzava che i motori elettrici interferissero con defibrillatori e pacemaker. In tre parole: non è così.

La Mayo Clinic, un’istituzione della cardiologia statunitense, ha condotto uno studio, chiamato “Hybrid Cars and Implantable Cardioverter Defibrillators: Is It Safe?”, che ha dimostrato l’innocuità delle auto elettriche nei confronti dei dispositivi salvavita per cardiopatici.

Il dubbio nasceva, anche legittimamente, dal sospetto che i campi magnetici generati durante il funzionamento di un veicolo ibrido-elettrico potessero condizionare il lavoro di queste apparecchiature, le quali, in alcuni casi, risentono effettivamente di interferenze provenienti da fonti magnetiche esterne.

Ma lo studio, che ha coinvolto 30 cardiopatici portatori di pacemaker ed una Toyota Prius ibrida, ha rilevato che non esiste un’influenza tra l’auto ed i segnali emessi dai congegni elettromedicali.

Le rilevazioni sono state eseguite in tutte le posizioni possibili dentro l’abitacolo, dal posto di guida a quelli passeggeri e, dall’esterno della vettura, davanti, di fianco e dietro; i test sono stati condotti anche a differenti velocità di marcia, in accelerazione fino a 100km/h ed in decelerazione: nessun riscontro.

La ricerca, che proseguirà per raggiungere un maggior grado di accuratezza, è stata inserita dall’American College of Cardiology tra le migliori ricerche condotte nel 2013 ed i risultati sono stati presentati in una conferenza pubblica tenutasi a San Francisco il 9 marzo.

 

Andrea Lombardo

Fonte: Mayo Clinic

 

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