Auto elettriche e società, quando anche la chiesa ha la colonnina di ricarica

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Un segno del cambiamento progressivo che sta avvenendo nel mondo della mobilità sta anche nella notizia, che arriva dagli Stati Uniti, di una Megachurch che si è dotata di colonnina di ricarica per auto elettriche.

L’iniziativa, tra le prime del suo genere, ha luogo in Colorado, dove un pastore della chiesa protestante ha deciso di sposare anche la causa delle auto elettriche.

Il Pastore Wiggins o, più semplicemente, Jonathan, ha infatti una predilezione particolare per le 4 ruote a trazione alternativa, tanto da aver adottato per i suoi spostamenti ecclesiali una BMW i3.

Così, approfittando di un finanziamento da parte dell’Energy’s Workplace Charging Challenge, la sua Resurrection Fellowship Church ha anche provveduto ad installare nel suo parcheggio una colonnina con due stalli di ricarica.

L’intenzione è di raddoppiare i posti dotati di ricarica: il pastore Jonathan non esclude infatti che dopo il leasing della i3 la sua comunità possa scegliere altre vie finanziariamente sostenibili per aumentare il numero dei veicoli elettrici a sua disposizione.

Tanto per intenderci, la parrocchia in questione, anche se si tratta di una definizione impropria, è una Megachurch, ossia una comunità con oltre 2mila fedeli ed un luogo di culto attrezzato per riceverne tra i 2 ed i 5 mila.

Realtà di questo tipo (la Resurrection Fellowship ha sede a Loveland, Colorado) sono diffuse in tutto il Nord America, arrivando a contare fino a 45,000 fedeli per singola Chiesa.

Che queste che, più che chiese – per le nostre abitudini – ricordano gigantesche hall per concerti o quasi degli stadi dedicati al culto, inizino a pensare a chi ha un’auto elettrica è un segnale.

Il segnale che la coscienza delle zero emissioni sta divenendo un fenomeno di massa.

 

 

 

 

 

 

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