BMW i3, 20mila unità all’ anno per guadagnare dall’ elettrico

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BMW i3 Reverse EngeneeringBMW ha scommesso forte sulla mobilità elettrica, senz’altro in termini di immagine ma anche e, soprattutto, in termini economici: ecco allora che torna immancabile la domanda di sempre sull’auto a zero emissioni, ossia se e quanto una Casa automobilistica possa guadagnare dal produrre questo tipo di veicoli.

Un suo parere in merito è stato fornito da Reverse Engineering, società che ha recentemente esplorato la citycar a zero emissioni del Marchio tedesco in modo decisamente approfondito, ossia smontandola pezzo per pezzo.

Impressionati soprattutto dal telaio in fibra di carbonio rinforzata e dal pacco batterie, che fanno della i3 un veicolo precursore dei tempi sul mercato di massa, alla Reverse Engineering sono convinti che a Monaco occorra un volume di vendite sulle 20mila unità annue per fare della piccola elettrica non solo un colpo di genio ma anche di mercato.

BMW, dal canto suo, ha già allestito un impianto in grado di sfornare 30mila unità annue della i3 e, dalla sua parte, ha un ruolino di marcia che fa ben sperare per un possibile raggiungimento di tali cifre nei prossimi anni.

Al momento la i3 non costituirà una fonte di guadagno per BMW ma, è innegabile, porta l’immagine del Marchio ben oltre i confini della mobilità attuale e rappresenta un chiaro investimento sul futuro.

 

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: CleanTechnica, Reverse Engineering

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