BMW i3 nominata World Green Car e World Car Design of The Year

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BMW i3 - photo credit: Inhabitat via photopin cc
BMW i3 - photo credit: Inhabitat via photopin cc
BMW i3 – photo credit: Inhabitat via photopin cc

Se la prima auto elettrica prodotta da BMW centrerà l’obiettivo di cambiare il concetto di citycar nonché quello stesso di Casa automobilistica nel mondo reale è presto per dirlo: in quello teorico, un segno lo ha già lasciato accostando il nome i3 al World Green Car & World Car Design of The Year.

Entrambe i riconoscimenti sono andati infatti alla piccola elettrica di casa BMW, che si è lasciata alle spalle le altre finaliste che, per la cronaca, erano Audi A3 Sportback g-tron e Volkswagen XL1 per il WGC e Mazda 3 e Mercedes-Benz Classe C per il WCD.

Assegnato da una giuria composta da giornalisti di tutto il mondo, il World Green Car Award è un premio indipendente da ogni asse industriale o espositivo che sceglie ormai da 9 anni consecutivi quel modello che più di tutti ha segnato una svolta in senso ecosostenibile nel mercato delle quattro ruote.

I criteri minimi per rientrarvi contemplano una soglia minima di vendite (appena 10 nei principali mercati internazionali) nel periodo Gennaio-Marzo antecedente l’assegnazione, l’essere un veicolo di nuova concezione o comunque in gran parte rivoluzionato rispetto a precedenti versioni e, naturalmente, avere un bassissimo impatto ambientale.

Da questo punto di vista BMW si è quindi aggiudicata una buona vetrina per i suoi sforzi condotti sia nello scegliere drasticamente di orientarsi verso materiali compositi per il telaio e fibre naturali per gli interni, sia nel mettere a punto un powertrain a zero emissioni (salvo che nell’opzione con range extender).

Oltre ciò, la Casa bavarese ha investito molto in altri due aspetti fondamentali: la conversione di un impianto produttivo, quello di Lipsia, alle energie rinnovabili, sfruttate in larga misura per produrre la BMW i3 assieme ad una riduzione degli sprechi, come l’utilizzo di acqua nei processi, e la comunicazione del cambio di mentalità.

BMW può quindi essere contenta: lo sarà ancor più se le vendite confermeranno gli esorbitanti ordini ricevuti negli States ed in parte dell’Europa, giustificando magari anche un aumento della produzione di cui si è vociferato a più riprese.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: World Car Awards

 

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