BMW i3, ritmo di vendita non alle stelle: strategia o timore?

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BMW i3

BMW i3Malgrado la pubblicità dietro alla nuova BMW i3, la prima elettrica del marchio bavarese, non sia stata lesinata, le vendite iniziali non sembrano all’altezza delle aspettative. Dietro ai numeri non elevati potrebbe esserci però anche una strategia della stessa Casa, che alcuni analisti definiscono timorosa di un eventuale richiamo qualora qualcosa vada storto.

La BMW i3 è infatti un’auto completamente nuova, sicuramente rappresenta una scommessa per il marchio che dietro alla scelta dell’elettrico e della fibra di carbonio ha investito molto anche in termini di comunicazione positiva.

I crash test condotti dalla Euro NCAP hanno però ridimensionato gli entusiasmi di BMW, attribuendo alla i3 solo 4 stelle su 5, penalizzandola soprattutto per quel che riguarda la protezione dei pedoni.

Più in generale c’è chi specula sull’imbarazzo che un eventuale richiamo delle citycar elettriche provocherebbe ai bavaresi, foss’anche per problemi banali, ipotizzando una politica dei bassi numeri voluta per limitare gli eventuali danni.

Onestamente, nulla si può escludere ma sembra una teoria eccessivamente pessimista.

Stando ai dati della Automotive Industry Data (AID) britannica, sarebbero comunque solo 400 le BMW i3 vendute in Europa da metà Novembre, data di lancio, cifra senz’altro meno entusiasmante di quella registrata dal debutto di Tesla Motors nel nostro continente ma anche da ricondursi prevalentemente ai mercati tedesco ed inglese.

Sempre secondo l’AID le prenotazioni a fine novembre dell’elettrica tedesca sarebbero a quota 801, la maggior parte delle quali destinati a flotte per la stampa e autoconcessionari: le vendite a privati in Germania si sarebbero fermate a sole 121 unità.

Da questo punto di vista, se i dati dell’AID sono attendibili, bisognerebbe capire come coniugarli con le 10,000 prenotazioni dichiarate da BMW: è anche vero che a tal proposito i tedeschi non hanno specificato in quale parte si tratti di auto destinate ai concessionari e quante a clienti in carne ed ossa.

Non è stato nemmeno specificato il ritmo produttivo delle i3: si sa soltanto che l’impianto di Lipsia entrerà a pieno regime solo nel secondo trimestre del 2014.

Tanto per aggiungere carne al fuoco, diversi analisti indicano nella produzione delle elettriche una perdita per il gruppo automobilistico bavarese per almeno i primi 5 anni: BMW ha invece sempre affermato di aver studiato un processo di produzione talmente fondato sull’utilizzo di energie rinnovabili a costo zero da permetterle di guadagnare sin dalla vendita della prima i3.

Insomma, certezze non ve ne sono ed abbiamo già rimarcato a proposito di Tesla come sulle sorti delle auto elettriche in commercio si speculi anche più del dovuto: quello in cui molte analisi difettano sempre è una visione a lungo termine.

È ipotizzabile che BMW ci rimetta qualcosa nel produrre la i3 elettrica ma è anche bene ricordare che senza investimenti e senza rischio pretendere di costruire un futuro diverso è impossibile.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: Forbes

 

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