Bus elettrici nei Caraibi: Aruba vuole essere “carbon neutral” entro il 2020

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L'autobus elettrico BYD di ARUBUS, ad Aruba

L'autobus elettrico BYD di ARUBUS, ad ArubaAd Aruba, nei Caraibi, è sbarcato un autobus elettrico e, a quanto pare, non per fare il turista: sarebbe infatti il primo di una lunga serie, stando alle dichiarazioni delle autorità locali. L’autobus a zero emissioni è stato consegnato ad ARUBUS, azienda dei trasporti di Aruba, e si tratta di un 40 metri all electric fabbricato dalla cinese BYD, ormai solita a questo tipo di operazioni: il veicolo sarà messo in servizio di prova per 5 mesi a partire da marzo 2014, durante i quali ne verranno testate capacità ed affidabilità.

Il ministro dei trasporti dell’isola caraibica progetta di ordinare altri 4 autobus elettrici nel 2014, seguiti da altri 16 entro il 2020, data che per Aruba dovrebbe segnare il traguardo dell’indipendenza energetica.

L’isola-stato (formalmente alle dipendenze del Regno dei Paesi Bassi) è situata nel mar dei Caraibi a nord del Venezuela e, sfruttando i venti che la battono (il suo territorio è quasi privo di rilievi) assieme al sole ed alle maree, può puntare a rendersi autonoma dal punto di vista energetico.

Benestante grazie al massiccio turismo, Aruba vorrebbe essere un’isola ad emissioni zero nell’arco di una decade scarsa: per questo sta avviando politiche di risparmio energetico ed al contempo di intensificazione dello sfruttamento delle fonti di energia rinnovabile.

Attualmente la percentuale di energia pulita ammonta al 15% del totale ma già con l’arrivo del bus elettrico verranno introdotti sistemi di generazione da biomasse per alimentarne la ricarica. Su più vasta scala, è già stato appurato che il vento è in grado di fornire fino al 35% del fabbisogno notturno dell’isola, facendo ipotizzare di poter usare quest’energia in gran parte per ricaricare le flotte del trasporto pubblico.

L’autobus elettrico costerà ad Arubus, su un ciclo vitale di 12 anni, il 60% in meno di un equivalente modello a carburante, con un risparmio di 1.2 milioni di fiorni arubiani, circa 483,300 euro.

Con buona pace di palme ed acque incontaminate.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: CleanTechnica, Arubus via Businesswire

 

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