Caricare lo scooter come uno smart-phone: sul comodino

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Certo, detta così sembra una follia che solo gli easy-rider più incorruttibili sarebbero disposti a sposare: non preoccupatevi, non dovrete mettere le pattine al vostro scooter per trascinarlo fino alla presa del salotto tra ire di mogli o madri. Ci stiamo infatti riferendo alla caratteristica che molteplici produttori offrono con i loro scooter elettrici: un pacco batterie estraibile e dal peso contenuto, ergo, facilmente trasportabile tra le mura domestiche per la ricarica.

Uno di questi, ad esempio, è Govecs: società impegnata nella mobilità elettrica, dal 2009 vende in Germania, terra natale, scooter a zero emissioni commerciali e non. La serie GO! S, nel modello 1.4, propone questa peculiarità: le batterie, agli ioni di litio, si presentano come una valigetta metallica più piccola di un normale zainetto dal peso di 15 kg.

Con capacità che si aggirano sugli 1.5 kWh, le batterie del Govecs GO! S1.4 si ricaricano in circa 2 o 3 ore a seconda della potenza fornita dalla rete elettrica di cui si dispone e mediamente in un ora si ottiene circa l’80 % della carica. Tempistiche da telefonino che si traducono in un’autonomia da mediarsi fra i 30 ed i 50 km a seconda, come sempre, delle condizioni di utilizzo del mezzo.

La vita di queste batterie, nello specifico, è stimata in 50.000 km dietro ai quali si celano, quindi, un numero decisamente buono di cicli di ricarica. Questi dati vanno correlati alle caratteristiche del motore, brushless PMAC con trasmissione a cinghia capace di 54 Nm di coppia ed una velocità massima, per uno scooter pesante 100 kg, di 45 km orari.

Il GO! S1.4 fa parte di una famiglia che nel 2011 ha visto assegnare il titolo di “E-scooter of the year” al suo GO! S2.4: oggi la gamma Govecs è disponibile anche in Italia e sono stati presentati i restyling dell’intera serie GO! S per il 2013, mirati ad accattivare target di età più ampi.

Conosciuti in Germania per essere una delle aziende in testa allo sviluppo dell’eco mobilità privata su due ruote, porta dalle nostre parti una scelta in più: uno scooter, paragonabile al tradizionale “cinquantino”, con batteria estraibile e caricabile a casa in un paio d’ore è un’idea tutt’altro che balzana, sebbene non esclusiva di questo produttore. Per spostamenti contenuti, specialmente in ambito urbano o peri-urbano, si pensi alla provincia italiana costellata di tanti piccoli centri, può essere tranquillamente uno scooter anche per i più giovani.

Con i vantaggi di richiedere meno manutenzione, come tutti i motori elettrici brushless rispetto ai colleghi a carburante, non inquinare e costare infinitamente meno per il rifornimento. Certo, i più pretenziosi dovrebbero munirsi di una seconda batteria da portarsi appresso carica: così facendo si ha meno ansia da chilometraggio ed è cosa fattibilissima per la semplicità della sostituzione. Ma, proprio come quando da ragazzi si è rimasti a secco con la benzina, è utile anche imparare a proporzionare le pretese in base alla tipologia di mezzo con cui si ha a che fare.

 

Andrea Lombardo

 

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