CellEra: fuel cells a idrogeno economiche senza platino

0
628
CellEra PFM Fuel Cell
CellEra PFM Fuel Cell - Credit: CellEra
CellEra PFM Fuel Cell
CellEra PFM Fuel Cell – Credit: CellEra

Arriva da Israele la notizia che un nuovo tipo di fuel cell ad idrogeno sarebbe pronta per imporsi come panacea di tutti i mali: a presentarla è stata CellEra durante il Fuel Choices Summit di Tel Aviv. Uno dei limiti delle fuel cells ad idrogeno, celle a combustibile che potrebbero rimpiazzare le batterie al litio per i veicoli elettrici, è il costo di uno dei materiali necessari a costruirle: il platino.

CellEra ha (a dir il vero non per prima) definito una nuova architettura di cella a combustibile ad idrogeno che non impiega platino fra i suoi componenti, eliminando così una delle voci di spesa più alte per la sua realizzazione. La fuel cell progettata dagli Israeliani è adattabile a diversi utilizzi, dall’alimentazione di veicoli alla fornitura di energia stanziale.

Per capire che ruolo abbia il platino nelle fuel cells riprenderò il breve excursus redatto da Tina Casey su CleanTechnica.

Ricordate lo Space Shuttle? Ebbene, il vettopre spaziale americano si affidava alla prima generazione di fuel cells alcaline. Questo tipo di tecnologia è tutt’ora adatto alla propulsione al di fuori dell’atmosfera terrestre ma presenta il problema di contaminarsi facilmente con il diossido di carbonio in ambienti “impuri” come quello in cui viviamo.

Una seconda generazione si basa invece sulle fuel cells PEM, che sta per Polymer Electrolyte Membrane, rovesciate in italiano in Membrane Polimeriche Elettrolitiche: in questa tecnologia il ruolo primario è svolto dal catalizzatore che separa elettroni e protoni in idrogeno. È questo elemento infatti ad essere normalmente realizzato in platino, costoso di per sé ed ancor reso ancor più oneroso dai trattamenti che servono per renderlo immune dalla contaminazione da monossido di carbonio.

La soluzione proposta da CellEra si pone quindi come miglioramento di quest’ultima tecnologia, impiegando un polimero (materiale plastico quindi) solido elettrolitico in grado di fungere da catalizzatore eliminando il bisogno di ricorrere al platino.

Queste fuell cells si chiamano pertanto PFM, Platinum-Free Membrane. Poiché CellEra dice anche sul suo sito che gli elettroliti polimerici conducono ioni ossidrili invece che protoni, le celle a combustibile PFM dovrebbero essere solo leggermente alcaline, permettendo di usare un metallo catalizzatore economico e non un metallo nobile.

Quale metallo non è dato sapersi, gli Israeliani in questa fase non vogliono condividere troppi dettagli: l’unica altra cosa che si sa è che, essendo gli ambienti alcalini non corrosivi, la struttura della cella può essere realizzata anche in un materiale leggero come l’alluminio.

CellEra vanterebbe anche l’economicità della membrana plastica che funge da conduttrice: le sue fuel Cells PFM avrebbero, insomma, gli stessi pregi delle normali fuel cells ad idrogeno ma ad un prezzo inferiore.

Ciò che rompe le uova nel paniere alle nuove tecnologie realizzative nel campo delle fuel cells sono però i problemi legati alla sua stessa materia prima, l’idrogeno.

Se le Case automobilistiche lamentano infatti quasi in un coro unanime che l’infrastruttura è il vero problema per l’adozione delle auto a idrogeno, gli ambientalisti sollevano fondati j’accuse contro la produzione dell’idrogeno industriale, derivato in gran parte da gas naturale.

Ed il gas naturale è estratto spesso con la tecnica invasiva del fracking, imputata di provocare danni locali all’ecosistema e danni economici dovuti alla purificazione delle acque di risulta del processo, che consiste nel pompare acqua ad altissima pressione nel sottosuolo allo scopo di provocare la frattura delle rocce e la fuoriuscita del gas in superficie.

C’è chi confida nei nuovi metodi di derivazione artificiale dell’idrogeno, non immediatamente disponibili ma senz’altro più puliti.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: CleanTechnica, CellEra

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here