CES 2015: stazioni di ricarica sempre più smart e connesse

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ChargePoint-Home-580x364Cresce il business delle auto elettriche e, di conseguenza, anche quello dei servizi loro legati. Su tutti, quello della ricarica è il più agguerrito: i sistemi di rifornimento domestici, in particolare, offrono soprattutto in quelle zone dove la popolazione risiede in abitazioni indipendenti un settore merceologico da esplorare.

Ciò su cui puntano i produttori di wallbox di ricarica è l’interfaccia user friendly: è il caso di Charge Point, uno dei gestori di colonnine più presenti sul territorio americano, con il suo ultimo prodotto.

Apparentemente uguale a tutte le wallbox da 6 kWh in commercio, Charge Point ha concentrato in essa un po’ tutte le lezioni apprese in questi primi anni di formazione del mercato dell’auto elettrica.

L’idea è offrire una stazione di ricarica facile da usare, immediata nella gestione e che aiuti il consumatore a risparmiare il più possibile.

Sempre connessa ad internet, la stazione è controllabile in tutte le sue funzioni tramite un’app via smartphone, consentendo così di mettere in ricarica il veicolo anche se distanti da casa. Già che c’è, grazie all’accesso con l’account cliente Charge Point, è possibile sapere anche quanta energia è stata erogata in ogni processo di ricarica ed impostare il dispositivo perché entri in funzione solo nelle fasce orarie più convenienti.

A questo punto l’integrazione con la gestione dell’energia di casa si fa completa: la wallbox è infatti compatibile con il sistema Nest Thermostat, subordinando così la ricarica del veicolo ad un più complessivo monitoraggio dei consumi dell’edificio.

Il concetto è replicabile chiaramente anche al difuori del mercato americano, pensando alle unità di ricarica domestiche per veicoli elettrici come dispositivi che siano parte integrante della gestione energetica della costruzione che li ospita: l’aspetto intelligente consiste nella capacità del sistema di percepire i picchi di richiesta di elettricità alla rete e di posticipare il rifornimento dell’auto, demandandolo ai momenti più scarichi.

La gestione del dispositivo è poi biunivoca: non solo la wallbox può chiedere energia alla rete nei momenti migliori ma la rete stessa, in quei casi in cui le utilities collaborino con il gestore delle colonnine, può fermare la ricarica se si tratta di una fase di sovraccarico.

Da ultimo, la stazione di Charge Point ha deciso di semplificare il proprio linguaggio, non comunicando più solo la quantità di energia erogata alla batteria dell’auto o la sua percentuale di carica, bensì traducendo il tutto in termini di chilometri disponibili.

Insomma, ricaricare l’auto elettrica nei prossimi anni diventerà sempre più intuitivo ma, soprattutto, un processo “intelligente”.

 

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: TransportEvolved

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