CHAdeMO, a che punto è la rete di ricarica rapida DC nel mondo?

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CHAdeMO
CHAdeMO - photo credit: Jämtkraft via photopin cc
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CHAdeMO – photo credit: Jämtkraft via photopin cc

La rete di ricarica rapida nata per prima, la giapponese CHAdeMO, sembra aver allentato il suo ritmo di crescita, tanto da poter difficilmente tagliare il traguardo delle 4,000 colonnine nel mondo entro breve.

L’obiettivo che era infatti stato dichiarato nei mesi scorsi era il raggiungimento della suddetta quota alla fine dell’anno fiscale 2013 (sfalsato rispetto a quello solare, in Giappone termina a Marzo 2014) ma negli ultimi 4 mesi le installazioni registrate sulla cartina mondiale sono state meno di un centinaio.

O, per lo meno, questo è ciò che sembra: le 3,169 unità, divise in 1,861 nipponiche, 990 europee, 306 statunitensi e 12 in altre parti del globo, paiono infatti sottostimate se si considera che nei mesi scorsi sia negli USA che in Europa sono state annunciate diverse installazioni, mentre in Giappone è stato pianificato (e finanziato) un progetto nazionale di sviluppo del network rapido. La sola Nissan, vanta l’installazione di 200 punti di ricarica negli USA in Dicembre.

Sarebbe però altrettanto strano, vista la serietà dell’associazione, legata alla nascita stessa dell’auto elettrica moderna e alleata di gran parte dell’industria automobilistica che per prima vi si è rivolta, che il sito fosse semplicemente “non aggiornato”: l’ultimo update risale infatti al 10 Gennaio.

Certamente il fatto che la Commissione Europea abbia sposato come standard di ricarica del futuro il CCS omologo del SAE Combo statunitense, con una scelta prevedibilmente filo-tedesca dato che è lo standard adottato in blocco dai produttori automobilistici germanici, non ha aiutato CHAdeMO.

Tuttavia, proprio perché lo standard giapponese è sin dall’inizio di questa nuova era delle auto elettriche punto di riferimento del settore per la ricarica rapida, la stessa Europa ha approvato un piano di affiancamento fra CHAdeMO e gli altri standard valido per il prossimo decennio.

La stessa Tesla Motors, pur concorrente, in un certo senso, con il suo Supercharger Network, offre un adattatore per la ricarica dalle stazioni CHArge-de-MOve (questo il nome completo del sistema): inoltre sono sempre più le aziende costruttrici di impianti di ricarica che integrano lo standard nei loro dispositivi e la Nissan Leaf, l’auto elettrica più venduta del pianeta con il recente raggiungimento delle 100mila unità, nasce con piena compatibilità per il sistema di alimentazione in corrente continua giapponese.

Che si tratti solo di una disattenzione sul sito dell’associazione nipponica? Speriamo, perché la diffusione di questa rete, sebbene in competizione con gli standard che si vorrebbero imporre in America ed Europa, è comunque importante per l’affermazione stessa dell’auto elettrica.

Un po’ di competizione poi, si sa, non fa mai male.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: CHAdeMO via Inside EVs

 

4 COMMENTS

  1. Il motivo è abbastanza semplice. La comparsa dei due standard veloci concorrenti (CCS Combo DC e, solo in Europa, FAST AC 43 kW) ha orientato il mercato verso la direzione dei caricatori veloci multistandard come quelli di ABB, DBT e pochi altri. Sono modelli nuovi di cui sta iniziando ora la fabbricazione.

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