Chevrolet Bolt, l’auto elettrica da 300 km è dietro l’angolo

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Chevrolet Bolt EV
Chevrolet Bolt EV
Chevrolet Bolt EV

Novità spiazzante per il panorama delle auto a trazione 100% elettrica in quel del Detroit Auto Show 2015 è senz’altro la presentazione di un EV che incarna i due desideri degli elettro-entusiasti: 300 km di autonomia ed un prezzo nella fascia dei 30-35mila dollari.

Ricorda niente? Ai più attenti la memoria richiamerà subito il nome di una Casa automobilistica californiana che negli ultimi due anni ha fatto ammattire le grandi industrie automotive: il punto è che stavolta Tesla Motors non c’entra.

È Chevrolet infatti a bruciare sul tempo Elon Musk e a portare sotto i riflettori il concept, già ben rifinito, di una compatta da città sul taglio della Renault ZOE, che dichiara circa 320 km di autonomia puramente elettrica.

Si chiama Chevrolet Bolt (da non confondere con Volt) ed ha scatenato i media statunitensi sul toto-fattibilità: c’è chi la vede come fumo negli occhi per prendere in contropiede Tesla Motors ma c’è anche chi pensa che, in qualche misura, non si tratti solo di un’auto da esposizione.

Per esempio, General Motors ha appena rinnovato la Volt range extended, dandole caratteristiche tecniche ed estetiche che lasciano pochi dubbi su quanto il Gruppo creda in questo tipo di mobilità: la Bolt, che condivide la piattaforma modulare usata da vari modelli GM, tra cui la somigliante Sonic già in commercio negli USA, potrebbe cercare di dare una spallata al mercato degli EV sin ora dominato da auto di lusso o da utilitarie dal prezzo sproporzionato (visto i successi di Nissan Leaf e Fiat 500e, Chevrolet avrebbe buon gioco a proporre un’elettrica con tanta autonomia ed accessibile alle masse).

Ci sono poi alcune ragioni storiche, per così dire, che fanno pensare positivamente riguardo al futuro della Bolt.

General Motors, per sua stessa ammissione, commise un enorme errore di valutazione sopprimendo l’EV1, primissima auto elettrica di nuova generazione, lasciando sostanzialmente campo libero ai Giapponesi: per un Marchio del Gruppo GM presentare un modello a trazione elettrica è quindi più delicato che per altri, specie adesso che un mercato inizia a prendere piede. È difficile quindi che la Bolt si dissolva nel nulla.

Allo stesso modo, dopo aver pagato dazio in termini di immagine per aver propagandato un’efficienza un po’ “generosa” al lancio della prima Chevrolet Volt, è altrettanto difficile immaginare che la Casa si sbilanci a promettere qualcosa di irreale sull’autonomia della Bolt: i 320 km dovrebbero quindi essere certi, anche alla luce delle dichiarazioni più volte fatte da LG Chem, fornitrice delle batterie, in questi mesi.

La prima auto elettrica da 300 km di autonomia arriverà dunque sui mercati di massa?

A questa domanda non v’è ancora risposta: mettere in circolazione una seconda “compliance car”, come fatto con la Chevrolet Spark EV, limitata nei numeri e nella distribuzione territoriale, non appare strategia molto sensata.

Inoltre, un suo debutto sul mercato, ad un prezzo intermedio di circa 30mila dollari, destabilizzerebbe non poco il competitor più agguerrito sugli EV, ossia Tesla Motors; si può anche rilevare che, a differenza della Spark EV, la Bolt ha avuto una presentazione con tanto di madrina d’eccezione nella persona della CEO di GM, Mary Barra.

Per il Gruppo automobilistico sarebbe però difficile non investire inizialmente a fondo perduto nel lancio della vettura, che può sfruttare una certa modularità in comune con la gamma esistente ma che richiede comunque ingegnerizzazione specifica e, come per la i3 di BMW, componenti strutturali dedicati che hanno costi difficilmente conciliabili con l’idea di un’auto elettrica “per le masse.

Intanto, però, la Bolt da 300 km non è più solo e del tutto fantasia: questo, per chi conosce il mondo della mobilità elettrica, è già molto.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: GreenCarReports

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