Copenhagen, bike sharing elettrico vs auto private

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Copenhagen ci riprova: dopo essere stata pioniera del bike sharing negli anni ’90, torna alla carica con un programma di bike sharing elettrico con il quale vuole sedurre anche i guidatori più incalliti.

Da circa un mese è in atto un beta test con 50 utenti selezionati per le nuove e-bike che faranno parte del programma: con motore da 450 W, le bici a pedalata assistita sfoggiano un bel tablet al centro del manubrio.

Belle da vedersi e sofisticate, le nuove bici elettriche dovranno andare incontro al gusto degli abitanti di Copenhagen non tanto per vincerne l’ostilità quanto per esserne all’altezza: la città è infatti tanto bike-friendly da avere certe pretese in fatto di due ruote.

Cykel DK, gestore del servizio, ha però ben altri obiettivi oltre a quello di piacere. Il nuovo sistema di bike sharing elettrico manderà infatti in pensione il vecchio tradizionale sistema di prelievo delle biciclette tramite deposito di monete.

In parte responsabile dello smarrimento di diverse bici per via della cauzione tutto sommato esigua, al vecchio sistema ne verrà sostituito uno nuovo basato su deposito via carta di credito: l’accesso alle bici ed il pagamento avvengono presso la docking station di ricarica (al momento una dozzina) tramite il tablet sul manubrio, lo stesso che poi fungerà da navigatore per il ciclista.

Il programma prevede però anche una gestione più intelligente delle e-bike, offrendo un credito ai clienti in cambio del deposito del mezzo presso una determinata stazione di rilascio: con questo incentivo Cykel DK spera di risparmiare sui trasferimenti di bici da un punto all’altro della città per sopperire alle eventuali carenze laddove si registrino prenotazioni in numero superiore alla disponibilità di e-bike.

Se dovesse funzionare, lo stratagemma farebbe risparmiare anche sul numero di bici da acquistare: il programma ne conterà 1800 e le stazioni di prelievo saranno un numero ancora imprecisato fra le 65 e le 135. Ogni e-bike costerà 6000 corone danesi l’anno per essere mantenuta in servizio, circa 800 euro, meno di un euro a corsa, supponendo almeno 4 utilizzi giornalieri.

I costi saranno coperti per il 60% dal Comune della capitale danese e per la restante parte dalle tariffe di utilizzo, come avviene per gli altri trasporti pubblici: non si ricorrerà a pubblicità come fanno invece i programmi di città come New York (Citi Bike), Parigi (Vélib) e Londra. Il servizio di bike sharing ha infatti un intento che è quello di convincere i Danesi a non usare l’auto per recarsi in centro: promuovere l’uso delle bici, mezzi più agili e meno costosi delle quattro ruote per il pendolarismo urbano, è la strada battuta dalle più grandi metropoli che abbiano sperimentato quanto sia invece tendenzialmente negativa la reazione al divieto di transito nel centro città.

Si cerca quindi di indurre le persone a preferire la bici, offrendo loro l’assistenza elettrica, seppur non totale: le e-bike di Copenhagen saranno infatti limitate alla velocità di 16 km/h, sufficienti per il territorio pianeggiante della città. Altrove, come a Barcellona, sono noleggiati scooter elettrici veri e propri ma i Danesi vogliono evitare i problemi occorsi in città cinesi come a New York dove l’eccessiva confidenza con le e-bike ed il loro utilizzo sui marciapiedi ha provocato incidenti non sempre lievi e spinto le amministrazioni ad impedire il transito delle e-bike sui marciapiedi (va ricordato a tal proposito che negli USA non esiste il limite europeo dei 25 km/h per la definizione di “e-bike”).

Comunque sia, convincere le persone a rinunciare all’auto non sarà semplice: “Stiamo lavorando per cambiare il modo di pensare e di comportarsi della gente, consci che non si tratta di qualcosa fattibile dal giorno alla notte” affermano alla Cykel DK.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: Spectrum.iee, YouTube

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