Dalla Germania prende il via IONITY, la rete di ricarica “high power” europea

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Il futuro della mobilità elettrica segna un importante tappa di avvicinamento con la nascita di IONITY, joint venture tra BMW Group, Daimler AG, Ford Motor Company e Gruppo Volkswagen con l’obiettivo di realizzare una rete europea di stazioni di ricarica rapida per veicoli elettrici.

Una rete di ricarica europea “condivisa”

La notizia era nell’aria dopo la firma, a novembre 2016, di un protocollo d’intesa tra tutti i maggiori costruttori tedeschi, inclusa Ford la cui filiale europea ha sede in Germania, che sanciva la comune volontà di creare, a tempi brevi, le infrastrutture idonee a facilitare l’uso dell’auto elettrica anche per lunghi percorsi.

La cosiddetta “ansia da autonomia” che rappresenta uno degli ostacoli maggiori alla diffusione di mezzi alimentati da batterie, veniva infatti affrontata con un programma condiviso da alcuni dei più importanti e prestigiosi player del settore automotive finalizzato all’installazione in Europa di una rete di supercharger in numero e collocazione tali da garantire viaggi a lungo raggio con tutta tranquillità.

Un anno dopo, nasce IONITY, joint venture tra i marchi firmatari di quell’accordo, società con sede a Monaco di Baviera ed affidata a Michael Hajesch in qualità di CEO che sarà coadiuvato da Marcus Groll in veste di COO, entrambi manager con solide esperienze maturate il primo in BMW ed il secondo in Porsche. La nuova società sarà inizialmente strutturata con l’impiego di 50 persone, per essere successivamente implementata con le risorse che la sua crescita nel tempo richiederà.

Gli obiettivi della rete HPC

Messe da parte le rivalità, pur senza rinunciare alla reciproca concorrenza sul mercato, le quattro case automobilistiche che partecipano a IONITY con uguali quote societarie, hanno dettato un ambizioso piano operativo che prevede la realizzazione entro la fine del 2017 delle prime 20 stazioni di ricarica rapida HPC (High Power Charging) per veicoli elettrici. Esse saranno localizzate inizialmente lungo le autostrade e le principali arterie stradali della Germania, dell’Austria e della Norvegia, ad una distanza fra di loro di circa 120 km proprio per garantire il superamento di ogni problema legato all’autonomia dei mezzi e quindi contribuire ad accrescere la tranquillità e la comodità del viaggio.

All’installazione contribuiranno, in partnership, importanti operatori come Omv, il più grande raffinatore e distributore di petrolio austriaco con interessi e strutture in diversi paesi europei specie dell’est, Tank & Rast fornitore di servizi sulle autostrade tedesche, dalle stazioni di servizio alla ristorazione, e Circle K, catena internazionale di negozi di prodotti alimentari presente in Europa oltre che negli Stati Uniti.

Grazie anche al loro coinvolgimento, la seconda fase del progetto punterà a raggiungere la realizzazione di 100 stazioni di ricarica entro la fine del 2018 ed ogni infrastruttura potrà contare su numerosi punti di ricarica, per un totale di alcune migliaia, in modo da soddisfare le esigenze di una molteplicità di clienti.

L’obiettivo finale dichiarato è quello di raggiungere la quota di ben 400 High Power Charging entro il 2020, vale a dire tre anni da oggi, che saranno installate e gestite da IONITY e collocate in posizione strategica in modo da assicurare il collegamento con i punti di ricarica già esistenti.

La sfida a Tesla

Come è stato osservato da più parti, IONITY, oltre a testimoniare l’impegno di grandi costruttori ad accelerare lo sviluppo della trazione elettrica con importanti investimenti, superando anche le difficoltà che, soprattutto negli ultimi tempi, hanno coinvolto alcuni di essi incrinandone l’immagine green, rappresenta una risposta tutta europea all’americana Tesla.

Quest’ultima ha, negli ultimi tempi, introdotto un proprio sistema di ricarica veloce che sta cercando di espandere non solo negli Stati Uniti ma anche nei paesi europei più sensibili alla mobilità “pulita”.

L’obiettivo della casa californiana non è diverso da quello di IONITY e si configura nella creazione di una rete di Supercharger in località strategiche posizionate in modo da assicurare continuità agli spostamenti ed autonomia sufficiente a consentire anche lunghi viaggi.

Tesla attualmente può contare su 1032 stazioni con oltre 7300 punti di ricarica veloce ed i programmi a breve termine parlano di arrivare a 10.000 colonnine; in Italia, tra realizzate ed in corso di allestimento, si sfiorano le 30 unità.

Secondo le dichiarazioni di Tesla, i propri impianti, che vantano una potenza di 120 kW, permettono, con una ricarica di mezz’ora, un’autonomia aggiuntiva di 270 chilometri. Bastano invece solo 75 minuti per una ricarica completa.

Le stazioni previste dal piano di IONITY possono, per contro, contare su una potenza fino a 350 kW, sono cioè sensibilmente più potenti rispetto a tutte le soluzioni presenti sul mercato, ed appaiono in grado di ridurre ulteriormente i tempi di ricarica. In particolare con una ricarica di 10 minuti potrebbero garantire la stessa autonomia aggiuntiva di 270 km dichiarata da Tesla..

Ciò dà una misura della svolta che IONITY potrebbe rappresentare per lo sviluppo dell’intero mercato dell’elettrico. Fatto avvalorato anche dalla compatibilità del sistema con la maggior parte dei veicoli elettrici, già in commercio o previsti, indipendentemente dal brand, ed alla luce delle attuali tecnologie applicate sul mercato.

Lo standard utilizzato dalla rete HPC è il cosiddetto Combined Charging System (CCS), connettore speciale che supporta corrente continua (DC) ad alto voltaggio in combinazione con corrente alternata (AC). In altri termini con un’unica interfaccia si può ricaricare sia in corrente continua che alternata. Il connettore CCS rappresenta lo standard unico adottato in tutta Europa nella configurazione Tipo 2, mentre quella Tipo 1 è riservata al Nord America. I vantaggi di tale sistema sono la massima flessibilità di ricarica, la grande sicurezza e l’unicità sia in Europa che in Nord America.

IONITY, come dichiarato nei comunicati ufficiali, è aperta alla collaborazione da parte di tutte le case del settore automotive interessate ad uno rapido sviluppo della trazione a zero emissioni.

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