E se i lampioni diventassero delle colonnine di ricarica?

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immagineLa mancanza di colonnine di ricarica è probabilmente uno dei freni allo sviluppo della mobilità elettrica. Attualmente, infatti, sono poche le soste pubbliche dedicate a questo mezzo ecologico ed il rischio di rimanere a piedi non è così improbabile.

Per sciogliere questo nodo, le case automobilistiche – da un lato – stanno cercando di aumentare le performance della batteria, molti Stati europei – dall’altro – stanno sviluppando sistemi innovativi di ricarica.

Uno di questi viene dal nostro Paese e più precisamente dall’Emilia Romagna.

Si tratta di un sistema di ricarica che prevede l’integrazione di prese di corrente nei lampioni stradali. Tra i servizi offerti ci saranno inoltre la connettività Wi Fi, la videosorveglianza, la gestione dei parcheggi e tanto altro ancora! Un passo avanti, quindi, verso l’idea moderna di smart cities, di cui tanto si parla.

Meno evoluta, ma per alcuni versi molto simile al progetto emiliano, la proposta dell’agenzia francese per l’ambiente e l’energia ADEME, in collaborazione con Citelum, uno dei leader mondiali nell’illuminazione pubblica.

Il progetto si chiama Telewatt e consente all’automobilista di utilizzare un semplice smartphone per trovare il “lampione” più vicino a lui e successivamente pagare la ricarica di corrente tramite il proprio account, magari associato ad una carta di credito.

Stessa iniziativa a Berlino dove è partito il progetto di Ubitricity, startup locale che ha sviluppato un sistema di erogazione dell’elettricità attraverso i “pali della luce” della città. Il segreto risiede in uno speciale cavo che connette l’auto alle centraline.

Un grande risparmio per la città, visto che l’uso delle strutture esistenti costa all’amministrazione decisamente meno rispetto alla costruzione di nuove stazioni di ricarica. Tradotto in cifre: trecento euro anziché diecimila.

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