E se il futuro NON stesse negli ioni di litio?

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photo credit: St Stev via photopin cc
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Dal primo giorno in cui un veicolo elettrico ha visto la luce l’unico vero ostacolo alla sua diffusione di massa sono state le batterie: le primigenie furono bandite come pericolose per la salute entro metà Novecento, quelle di vecchia generazione a bagni acidi oltre una sessantina di km di autonomia con una scarsa efficienza non vanno e le attuali agli ioni di litio sono comunque limitate ad un range di 150 km in media.

Questa carenza taglia le gambe all’industria automobilistica elettrica più di ogni altra cosa e per garantire autonomie maggiori che ne facciano mezzi di largo smercio anche i prezzi salgono esageratamente. Se il pacco batterie di una Nissan Leaf costa intorno ai 12.000 dollari e rappresenta lo standard, quello di una Tesla S che può arrivare ai 300 km di autonomia ha costi ben più elevati.

Allora diversi soggetti stanno sondando altri campi che non siano solo basati sugli ioni di litio.

Toyota sta conducendo le sue ricerche utilizzando magnesio invece che litio e nei mesi scorsi i suoi ricercatori sono arrivati a pubblicare, tramite il TRINA (Toyota Research Institute of North America di base nel Michigan), un documento sul giornale scientifico Chemical Communications riguardo ai propri lavori.

In parole povere, gli esperimenti attualmente condotti sulle batterie agli ioni di magnesio vedono testare due strade: l’una, che predilige l’impiego di un anodo metallico, efficiente nel trasferire energia ma incompatibile con gli elettroliti tradizionali, contrapposta all’altra che ricerca un anodo in grado di lavorare con gli elettroliti fin ad oggi utilizzati.

Entrambe presentano degli interrogativi e dei problemi da superare ma anche dei vantaggi: solo la ricerca potrà definire quale soluzione ne uscirà vittoriosa con un buon compromesso tra difficoltà tecniche e prestazioni superiori alle attuali.

I test ora si stanno svolgendo su batterie con l’anodo in stagno ed i medesimi elettroliti presenti in quelle agli ioni di litio ma ciò non vuol dire che la strada sia in discesa.

Per raggiungere uno standard industriale di produzione possono occorrere anche cinque anni di test basati su soluzioni ritenute definitivamente le migliori ed allo stato attuale queste ultime devono ancora essere definite.

Quello che è certo è che il magnesio offre delle capacità di sviluppo superiori al litio: è un materiale abbondante in natura ed ha una capacità di immagazzinare energia doppia grazie alla sua carica positiva pari a due contro il litio che ha carica positiva eguale ad uno.

Questi presupposti rivelano che potenzialmente la disponibilità maggiore di magnesio potrebbe rendere le batterie più economiche e che per ogni grammo fisicamente presente nella nostra unità la capacità di carica sarebbe raddoppiata, ergo, è lecito pensare, anche l’autonomia disponibile.

Non bisogna illudersi di poter trovare queste soluzioni sul mercato dopodomani ma la ricerca tecnologica, quando supportata dagli interessi giusti, sa fare passi da gigante; Toyota sta sperimentando anche soluzioni litio-aria, sodio-aria e litio solforoso e chiaramente non è l’unica al mondo a muoversi verso nuove tecnologie.

Questo fa ben sperare perché la prossima decade sappia offrire una realtà tangibile di soluzioni efficienti e non soltanto ipotesi.

 

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