È una bici, è uno scooter, è elettrica, non ha pedali: è Xkuty One.

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Se è una bicicletta non è uno scooter, direte voi. Specialmente perché priva di pedali, noterà qualcun altro. Eppure tra gli slogan del suo sito si legge chiaramente: “E’ una bici ma non ha i pedali”.

Ma perché definirla “bici” se raggiunge i 45 km/h senza pedalare?

Perché, anche se in effetti non può rientrare nella categoria della “pedalata assistita”, eredita più la concezione di guida e di vita della bicicletta che non quella dello scooter: tutto ciò facendo un passo avanti verso la praticità del motorino.

Nasce dall’idea di un gruppo di ex-studenti di economia dell’università di Alicante in Spagna ed è stata esposta addirittura nel museo di arte contemporanea della città da Electric Mobility Company.

Non è ancora in produzione ma promette di esserlo ed è prenotabile senza vincoli fin tanto che una lista d’attesa vera e propria non sarà emessa: il costo dovrebbe essere di 2.800 euro circa.

Le caratteristiche sono queste: il telaio, molto pulito per l’assenza delle componenti meccaniche tipiche di una bici, è carenato quanto basta per ricordare uno scooter essenziale. La forcella anteriore è ammortizzata come quella di molte mountain bike (ha una corsa di 100 mm) ed i freni sono idraulici a disco.

Xcuty One è leggero rispetto ad uno scooter: 45 kg. Questo lo rende sicuramente più trasportabile dei suoi cugini a motore termico, in media sugli 80 kg, ma un po’ meno maneggevole di una bici a pedalata assistita da 25-30 kg.

Il motore è da 48 V in Direct Current e si trova nel mozzo della ruota posteriore, ha 1.500 W di potenza e la sospinge ad una velocità massima di 45 km/h, come già detto.

La batteria, da 17 Ah agli ioni di litio, è alloggiata nel telaio: il connettore per la ricarica, che somiglia al trasformatore di un pc, almeno in foto, si trova sotto al sellino; la ricarica può avvenire tramite due connessioni differenti non meglio specificate e richiederebbe un tempo di 2 ore per completarsi tramite rete domestica.

L’autonomia dichiarata è di 50 km, come sempre da relazionarsi all’utilizzo ed allo stile di guida.

È dotato di impianto di illuminazione, al contrario di alcune electric bike particolarmente spinte che occhieggiano fortemente al mondo delle moto: la Xcuty One non vuole porsi realmente su un limite di utilizzo; anzi, vuole essere un prodotto di largo smercio, un agile alternativa a motore alla bicicletta per uso urbano. È intuitiva nell’uso, con un solo pulsante per accensione e spegnimento e nessun altra cosa da fare se non girare la manopolina del gas…o meglio, della corrente.

Silenziosissimo in marcia, è stato disegnato con una discreta scelta di colori combinabili assieme per le diverse parti (manopole, telaio, sellino) e con la linearità di forma di certi prodotti tecnologici di moda: l’alloggiamento per smartphone sul manubrio denota una certa volontà di proporsi ad un pubblico “di tendenza”.

Volendo, sull’onda di un’idea già vista: senza nulla togliere al mezzo ed alla sua originalità, almeno per l’utenza italiana la memoria dovrebbe richiamare certi veicoli del passato come il Ciao.

Quell’anello di congiunzione tra la bicicletta a pedalata assistita e la moto verso cui le electric bike si stanno dirigendo più o meno consapevolmente, è la categoria dei mezzi come questo, destinati a rispondere alla necessità di quegli utenti che non necessariamente erano patiti dei pedali ma che un piccolo ciclomotore per sveltire gli spostamenti nel traffico lo utilizzerebbero. Tolte le emissioni, poi, potrebbero usarlo, come gli italiani dei film di Sordi hanno sempre guasconamente fatto in barba a divieti e limiti, per andare anche laddove solo la bici potrebbe: in parchi, centri storici, passeggiate, etc.

In parole povere: la chiave di un certo mercato che produttori ed acquirenti stanno cercando sta forse nel nostro passato recente e potrebbe suggerire una categoria “propria” per questi mezzi elettrici, levandogli certe etichette da Frankenstein della mobilità, al momento visti come ibridi tra cose di natura differente.

Che sia il ritorno dei “Ciao”? Voi usereste un motorino elettrico come questo?

Fatecelo sapere, dato che chi decide le sorti di un mercato, stringi stringi, siamo noi consumatori.

 

4 COMMENTS

    • La legislazione è molto chiara: una bici per essere definita a pedalata assistita deve avere un motore elettrico di potenza inferiore a 250 Watt, il motore deve attivarsi con la pedalata e spegnersi completamente smettendo di pedalare, la velocità massima raggiungibile deve essere di 25 Km/h. Solo rispettando queste condizioni si può guidare senza patentino e casco come una normale bicicletta.
      Il modello XKUTY anche se viene pubblicizzato ambiguamente come una electric bike ha motore di potenza 1500 Watt e velocità massima di 45 km/h e non ha i pedali per cui deve essere considerato un ciclomotore o un motociclo, a seconda della sua eventuale omologazione, e per guidarlo occorrerà disporre di patentino o patente (se motociclo) ed indossare il casco.

  1. Io personalmente la userei, perchè da anni penso che “l’elettrico” sia la strada da seguire, per varie motivazioni che non stiamo quì a discernere.

    Come creativo amo molto gli “oggetti” di design e poco mi piacciono, per gusto e fattore estetico, le normali biciclette elettriche che ci sono in commercio. Questa, come quuelle (bici e scooter) della Smart sono molto belle, futuristiche.

    Tuttavia trovo che il prezzo sia troppo elevato, sopratutto per incentivare le persone a propendere ad un mezzo (appunto quello elettrico) che ancora lascia tanti perplessi e titubanti. Credo che se il costo fosse competitivo incentiverebbe indubbiamente il mercato.

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