Eco2Charge, come ricaricare in massa le auto elettriche

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photo credit: OregonDOT via photopin <a
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Mentre ai più l’auto elettrica pare lungi dall’imporsi, c’è chi lavora ad un aspetto problematico di un domani “a zero emissioni“: la ricarica simultanea di centinaia di veicoli.

Secondo il consorzio Eco2Charge, che riunisce Bouygues Energie & Services, Renault ed un’altra mezza dozzina di partners, occorre concentrarsi sull’energy storage e sul riciclo dei vecchi pacchi batterie.

La risposta al problema “come scongiurare il decuplicarsi dei consumi elettrici” quando decine e decine di EVs sono connessi alla medesima rete di distribuzione potrebbe infatti essere anche una parziale risposta al problema del reimpiego delle batterie degli stessi veicoli.

Lo scenario cui Eco2Charge lavora è quello, plausibile nel giro di decenni, di una penetrazione massiva delle auto a trazione elettrica: immaginiamo per esempio cosa accadrebbe ad edifici pubblici o sedi di aziende nel momento in cui dozzine di EV dovessero popolarne i parcheggi.

Con una media di 3.7 kWh per 4 ore, considerando una connessione non rapida, è facile capire che anche solo 12 auto parcheggiate in ricarica provocherebbero una richiesta notevole alla rete elettrica cui l’edificio è collegato.

Nell’ipotesi che un centinaio di EV, ad esempio presso un centro commerciale, si riforniscano simultaneamente, la struttura sarebbe costretta a raddoppiare la sua capacità di erogare energia, passando dai 300 kW stimati per un edificio con 600-1000 occupanti a 670 kW.

Il progetto Eco2Charge cerca un modo per evitare proprio situazioni di questo tipo, nelle quali solo un pesante upgrade del contratto di fornitura elettrica si porrebbe come soluzione.

Riciclando i potenti pacchi batterie delle auto elettriche stesse, sostituiti una volta perso il 20% della loro capacità, è possibile costruire degli accumulatori off grid nei quali stivare nell’arco della nottata l’energia da utilizzare per ricaricare le auto parcheggiate durante il giorno, la cui concentrazione massima avviene nel lasso di poche ore.

In questo modo non verrebbe mai sovraccaricata la rete e l’assorbimento di energia verrebbe distribuito anche in quelle fasce che risultano meno costose, sia per l’utenza che per la produzione.

Il sistema studiato da Eco2Charge è attualmente in fase di test presso due siti pilota, rispettivamente gestiti da Bouygues e da Renault: in futuro, dovrebbe essere venduto ad aziende con sedi in grossi edifici e società di parcheggi multi piano.

Finanziato con 13.2 milioni di euro di provenienza europea, sono utilizzate le batterie dismesse dai veicoli elettrici Renault, che ne maneggia la bellezza di 47,000 l’anno.

Altri partner del progetto sono Actility, Alstom, CEA, Embix, Nexans e l’Università di Versailles Saint-Quentin-en-Yvelines.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: Bouygues Energie & Services

 

 

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