Ferrari FXX K, una LaFerrari elaborata per sprigionare più di mille cavalli

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Ferrari FXX K
Ferrari FXX K
Ferrari FXX K

Ferrari contro Ferrari: è un po’ questa l’anima della sfida che ha partorito la FXX K, una super car da pista che trasforma il primo modello ibrido della Casa di Maranello, la LaFerrari presentata a Ginevra nel 2013, in un “mostro” da 1035 cavalli di potenza.

La Ferrari FXX K (dove “K” è l’iniziale di “Kers”, il sistema di recupero rigenerativo dell’energia in frenata impiegato in F1) non vedrà mai i box di un fortunato e facoltoso cliente e tantomeno i campionati corse ufficiali: l’elaborazione ibrida è nata infatti come “auto laboratorio” e farà la sua prima uscita in pubblico alle finali del Mondiale Ferrari 2014, l’evento che porta tutto quanto sia marchiato dal cavallino rampante a competere in pista.

Nella 4 giorni che avrà luogo nel più grande parco tematico dedicato alla Rossa, il Ferrari World di Abu Dhabi si scoprirà così di cosa è capace la FXX K.

Rispetto alla LaFerrari da cui prende le mosse, la FXX K che scenderà in pista negli Emirati Arabi monterà un propulsore elettrico maggiorato dai 161 cv di potenza originali a 187 cv; a questo va sommato il motore principale, ossia un’elaborazione ulteriore del V12 da 6262 cc e 848 cv, anch’esso più potente di quello della LaFerrari, “limitato”, se così si può dire, a 789 cavalli.

Molte le modifiche apportate alla Ferrari FXX K, destinata a completare un ciclo di test riservati e mirati nell’arco dei prossimi due anni: si va dagli elementi meccanici a quelli idraulici, per finire con la carrozzeria, ridisegnata per portare la LaFerrari a mutuare più segreti possibili dalle cugine impegnate nella categoria GT del campionato WEC.

Alettone anteriore, un assetto generalmente ribassato ed una netta sagomatura laterale culminante in due semi alettoni formano un disegno in grado di incanalare alla perfezione l’aria e generare vortici depressivi a tutto vantaggio della tenuta di strada dell’auto: il risultato parla di un miglioramento del carico a bassa resistenza del 50% e del 30% nella configurazione di carico più aggressiva.

In parole povere, si sta parlando di una spinta da 540 kg a 200 km/h, il minimo indispensabile quando si ha a che fare con 900 Nm di coppia.

Decisamente particolare è anche la declinazione del sistema HY-Kers sulla vettura, ottimizzato per esprimere le migliori performance con quattro livelli di utilizzo impostabili dal pilota. Per le massime prestazioni in un numero ridotto di giri di pista ecco servire la modalità Qualify, contrapposta a Long Run, utile invece a mantenere la migliore media sul lungo.

Manual Boost eroga immediatamente tutta la potenza disponibile e, infine, Fast Charge accelera la ricarica della batteria dell’auto.

Per la Ferrari FXX K sono anche stati adottati degli pneumatici Pirelli con sensori integrati che rilevano l’accelerazione in tutte le sue componenti – laterale, longitudinale e radiale – oltre che temperatura e pressione. L’accuratissima analisi in tempo reale dell’interazione fra ruote ed asfalto consente così al sistema di controllo della trazione di avere a disposizione dati vitali per limare al massimo le prestazioni della vettura.

Al volante, il pilota troverà anche un comando che, in cinque posizioni, consentirà di regolare il differenziale elettronico E-Diff, il controllo della trazione F1-Trac, il Racing SSC (Side Slip Angle Control) e l’ABS.

La Ferrari FXX K nasce sulla scia dei programmi sperimentali FXX e 599XX, con cui Maranello ha sviluppato delle fuoriserie destinate a fornire dati utili per lo sviluppo delle Rosse: a guidarle sono, oltre ai collaudatori, quel particolare popolo di appassionati che fanno parte del gotha dei possessori di alcuni grandi esemplari del passato, come le monoposto usate dai campioni di F1.

Ad Abu Dhabi si sfideranno ben 15 monoposto del passato, dalla 312 T5 del 1980 guidata da Gilles Villeneuve alla F10 del 2010 usata da Alonso, passando per la 412 T2 di Gerard Berger, l’ultima che poté montare lo storico motore Ferrari F1 V12.

Passato, presente e futuro (ibrido) in pista nel nome della Ferrari.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: GizMag

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