Fiat 500e: “a great little car”, secondo gli Americani. Peccato che non la guideremo mai.

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Allo scorso Los Angeles Auto Show l’azienda automobilistica torinese ha presentato una macchina che, a ben pensarci, probabilmente accattiverebbe l’opinione pubblica anche in Italia: stiamo parlando della 500e.

La versione elettrica della nuova 500 è stata oggetto di discussione tra l’a.d. Marchionne ed i giornalisti in un paio di occasioni per via del chiaro intento del gruppo Fiat-Chrysler di non proporla sul mercato globale e tantomeno in Italia ma soltanto in California, Stato che dal 2012 obbliga, legittimamente, tutta l’industria automobilistica ad inseguire le proprie normative in materia di emissioni inquinanti.

Così, la Fiat 500e viene a trovarsi sul crinale di uno spartiacque curioso: dopo i test positivi dell’EPA, l’agenzia che attesta i consumi delle vetture, ed il gradimento espresso nei test su strada, la piccola elettrica raccoglie simpatie e si fa largo tra le altre full-electric per le sue, a quanto pare, buone prestazioni ma al contempo rimane offuscata dietro al velo di rammarico con cui tutti la guardano per la sua natura di “compliance car”.

Queste ultime sono le vetture prodotte solo ed esclusivamente per soddisfare le richieste dello Stato della California e che, salvo rare e limitate eccezioni, al di fuori di quel territorio non verranno mai vendute.

Quello della 500e è poi un caso particolare perché, stando a quanto riportato nelle prime prove di guida, ad esempio quella eseguita da Consumer Reports, rivista automobilistica made in USA, l’elettrica italiana sarebbe l’auto che non ti aspetti: nata come ripiego, vituperata dalla stessa casa madre, sarebbe però meglio riuscita di altri EV nati orgogliosamente come tali.

In particolare, la 500e sarebbe più agile e scattante della cugina a motore endotermico, addirittura più potente, come impressione di guida. Poi ha dalla sua il design, sul quale ci sono poche parole da spendere per noi Italiani, che la rende ben più personale di altre electric cars: se, in definitiva, è vero che si sarebbe rivelata anche divertente da guidare oltre che piacevole – è silenziosissima come tutti gli EV – qualche speranza di vendere potrebbe averla anche a casa nostra.

Rispetto all’originale ci sono delle differenze nello studio dell’aerodinamica, fondamentale per ridurre l’attrito dell’aria in marcia e migliorare le prestazioni del veicolo: i paraurti, gli specchietti retrovisori e il piccolo spoiler posteriore sono stati ridisegnati appositamente.

Il motore, tenuto nascosto fino all’ultimo, è da 83 kW, vale a dire 111 cavalli, e lavora con un cambio monomarcia: dalla plancia, dove chi possiede una 500 “normale” trova il cambio, la 500e ha una serie di bottoni con i quali si selezionano le modalità di guida.

La trazione è anteriore, la potenza della coppia è di pochissimo inferiore ai 200 Nm.

La batteria, di Bosch, ha capacità di 24 kWh ed è agli ioni di litio: è allineata con i pacchi batterie di Nissan Leaf e Ford Focus Electric, e provvede ad un autonomia di 130 km circa; punto nettamente a favore è la velocità di ricarica che, grazie ad un dispositivo di ricarica da 6,6 kW integrato a bordo, impiega solo 4 ore usando una connessione in modo 2 a 240 V.

Essendo posizionata sotto il pianale dell’auto, nulla è cambiato in termini di volumetrie dell’abitacolo e del bagagliaio.

 

Il consumo di energia in marcia, ratificato dall’EPA sulle 108 MPGe, Miglia Per Gallone Equivalenti che familiarizzano la vera unità di misura che andrebbe usata, le Miglia Per Kilowatth in DC, è traducibile in 46 km al litro, sebbene possa essere un paragone un po’ fuorviante.

Va anche considerato che i kWh consumati in marcia non corrispondono parimenti all’energia che fluisce nella batteria quando la si ricarica, per cui non vi è la diretta corrispondenza “litri versati nel serbatoio = km percorribili/litro” che si può avere ad occhio con le auto a benzina.

 

Insomma, la Fiat 500e sembra essere una bella macchina: elettrica, non inquinante, rapida nel caricarsi e briosa nelle prestazioni. Peccato che sia una compliance car e non una prima scelta tra le alternative ai carburanti fossili.

In California, dove verrà venduta, non se ne conosce ancora il prezzo, anche se ci si aspettano circa 30.000 dollari a cui applicare i 7.500 dollari di incentivo statale. Non è però nemmeno chiaro se verrà venduta o solo distribuita in leasing: malgrado lo Stato californiano prosegua con la politica di conversione ai trasporti zero emission, la prima prospettiva di questi modelli fatti “su misura” era quella di coprire le richieste normative per il biennio 2012-2014.

Al termine di questo, le Chevrolet Spark EV, le Ford Focus Electric, le Honda Fit EV ed i Toyota RAV4 EV, altri (magari ottimi) modelli “di ripiego” introdotti sul mercato della California, potrebbero essere ritirati e rottamati, nella più inquietante delle prospettive.

Ma che la California abbia intenzione di recedere dalle sue posizioni in materia energetica pare essere lungi dall’avvenire, specie dopo il varo dell’Action Plan 2013.

 

 

A quanti in Italia piacerebbe l’idea di una 500 elettrica, consigliamo di guardare la prova su strada della e500 di Micro-Vett realizzata dal nostro team.

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