Germania, il CEO di BMW esorta i tedeschi: basta paure, comprate le auto elettriche!

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BMW i3-i8

BMW i3-i8Pare che sia un atteggiamento tipico della mentalità tedesca vedere sempre la parte mezza vuota del bicchiere: in Germania, tradizionalmente, l’approccio alle novità è intriso di scetticismo.

Uno strato di diffidenza che cozza idealmente con l’immagine di Paese da sempre all’avanguardia tecnologica che la Germania si è costruita nel tempo: e BMW è dell’idea che quest’approccio conservatore vada pian piano abbandonato.

Così accade che il CEO della casa automobilistica che ha per marchio un’elica stilizzata, memoria di origini aviatorie, esca allo scoperto per spronare i suoi connazionali: mettere da parte paure e diffidenze verso l’ignoto, cioè la mobilità elettrica, è lo slogan.

In quel di Monaco di Baviera, come riportato da Bloomberg.com, il Chief Executive Officer Norbert Reithofer ha affermato che «La Germania è rispettata e ammirata nel mondo per la sua esperienza in campo ingegneristico e per l’alto tasso di innovazione, ma la “diffidenza dei Tedeschi” è altrettanto famosa». I suoi connazionali, prosegue Reithofer, amano imbarcarsi in lunghe e puntigliose discussioni perché è nella loro natura vedere più problemi che vantaggi in ogni cosa, elettromobilità compresa.

Le dichiarazioni del CEO BMW non appaiono casuali: la prima citycar elettrica del marchio, la i3, vedrà la luce a breve, seguita poi dalla sportiva i8; la casa bavarese sta da mesi preparando il terreno, oltre che con accordi che garantiranno un’assistenza a 360° per tutto quel che è connaturato al possesso dell’auto, con un atteggiamento pro-elettrico apertamente dichiarato.

Proprio questa settimana è iniziata una campagna marketing per promuovere il brand “i” che contraddistingue i modelli elettrici di BMW con affissioni pubblicitarie, ads su internet ed una miniserie di 9 video, sempre on-line.

BMW si gioca d’altronde una bella fetta di immagine con l’operazione ”i”: il netto anticipo e la sicurezza con cui sta agendo rispetto alle concorrenti – ed è una guerra europea ma tutta casalinga con Volkswagen, Audi e Daimler-Mercedes – la mette nel ruolo della pioniera ma potenzialmente anche dell’Icaro che potrebbe scottarsi sulle ali del sogno.

È anche vero che né la i3 né la i8 sono proprio un totale salto nell’elettrico puro: la prima sarà offerta infatti con un range extender opzionale (va bene sapere che 150 km bastano e avanzano per la città ma, se vuoi tagliare la testa al toro, dòtati di propulsore ausiliario e avrai 300 km di autonomia) mentre la seconda sarà una ibrida plug-in, forse più familiare agli scetticoni tedeschi.

Per altro, la i3 sarà la prima vera alternativa, se si escludono i veicoli prodotti da marchi minori a livello nazionale, all’unica altra auto elettrica tedesca sul mercato europeo, vale a dire la Smart Electric Drive di Daimler. È quindi chiaro che per BMW rappresenti una bella scommessa.

Ed un’altra figura chiamata in causa è quella di Stefan Bratzel, direttore dell’Automotive Management Center dell’University of Apllied Sciences di Bergisch Gladbach, sempre in Germania: “Dopo l’entusiasmo, adesso stiamo attraversando una fase disillusa nei confronti della mobilità elettrica – afferma sulle pagine di Bloomberg.com – ed è una buona cosa, perché guardiamo alla mobilità elettrica in modo più pragmatico”.

Bratzel stima, in una sua analisi di mercato, che le auto elettriche a batteria costituiranno il 2-3 % del panorama globale dell’automobilismo entro il 2020 (altri studi parlano dell’8%), mentre le ibride arriveranno al 12% (secondo i petrolieri inglesi anche al 50%).

E BMW, in tutto ciò, intende confermarsi per il terzo anno di fila nei suoi record di vendite: guardando all’espansione della domanda dalla Cina e dagli U.S.A., intende immettere 11 nuovi modelli nel 2013, tra i quali anche la serie “i”, unica progettata a parte rispetto al resto della produzione perché nata per essere solo elettrica.

Come afferma lo stesso Reithofer, “Fare da apripista significa assumersi dei rischi calcolati […]. Il progresso va immaginato, meritato e finanziato: il futuro appartiene a chi ha il coraggio di compiere certe azioni”.

 

Andrea Lombardo

Fonte: Bloomberg

 

3 COMMENTS

  1. […] Tuttavia l’industria automobilistica tedesca investirà grosso modo 12 miliardi di euro nei prossimi 3-4 anni sulla trazione alternativa e quindi anche sulle auto elettriche: attualmente però le vendite non decollano. Certo, chi critica spesso non ricorda che i modelli oggi in vendita sono pochi e che l’infrastruttura di ricarica ancora non ha una diffusione decente ovunque: però è anche vero che nell’opinione pubblica persiste una certa diffidenza nei confronti della mobilità elettrica. […]

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