Greyp electric bike: bicicletta quando vuoi, moto quando serve

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Credits: Greyp
Credits: Greyp

All’occorrenza bici, per sfizio moto: è esattamente questo lo slogan con cui Greyp Bikes presenta la sua Greyp 12, nuovo frutto dell’unione tra i cari vecchi pedali ed i motori elettrici.

Un’unione che stimola i progettisti a sfidare i limiti, sfornando sempre più spesso soluzioni che hanno molta voglia di essere moto pur rimanendo in parte bici: due ruote in grado di accattivare i Brumotti di tutto il mondo.

L’ispirazione ciclistica non ha così risparmiato nemmeno Mate Rimac, l’uomo che stava dietro alla prima super car della generazione all electric, la Rimac Concept_One: il Croato ha trasferito l’aggressività delle quattro ruote su due, ottenendo la Greyp 12, ebike che si rifà chiaramente al downhill.

I pedali ci sono ma se non bastassero entra in gioco il motore elettrico al mozzo posteriore, 12 kW (16 cv) che sparano la Greyp fino a 65 km/h di velocità: il divertimento può durare per 120 km, tanta è l’autonomia assicurata dalla batteria (litio-nanofosfato) da 1.3 kWh e dalla frenata rigenerativa (fino a 2kW).

Prestazioni non male, associate ad un’estetica essenziale che occhieggia alle moto da cross: il rivestimento del telaio, che nasconde i circuiti e la batteria, è in pannelli di fibra di carbonio, il telaio è in acciaio 25CrMo4 piegato e tagliato con tecnologia CNC e laser -, è dotata di forcellone posteriore ammortizzata e la bici pesa in tutto 49 kg. Testata in condizioni di stress strutturale con analisi FEM, l’ebike è stata progettata espressamente per resistere alla guida fuori strada.

Ma è nella gestione dei comandi che la Greyp si distingue dalla massa: se il display touchscreen è considerabile “banale”, il riconoscimento delle impronte digitali per l’accensione proprio no. Fino a 50 profili di utenti possono essere memorizzati ed ognuno di questi può associare una modalità di guida ad uno dei cinque polpastrelli della mano, sicuro di accendere il veicolo e di trovarsi subito nella modalità desiderata.

Potete anche prestare la vostra G12 ad un amico, impostando però delle limitazioni alle sue prestazioni, così siete sicuri che non commetta imprudenze.

E come metterla con i limiti di velocità? La Greyp può essere condotta come una semplice bici, ossia pedalando, come una bici a pedalata assistita o come una moto, affidandosi del tutto al motore: però nella maggior parte dei Paesi UE la legge non permette di superare i 25 km/h con una bici elettrica. Si sforerebbe nella categoria delle moto, con ben altri aggravi e vincoli da rispettare (impianto luci, guida su strada, patente, etc.).

Allora Greyp Bikes ha dotato la G12 di un limitatore di velocità, una modalità “STREET” che decurta l’output del motore a 250 W e le impedisce di superare i 25 km/h; le altre modalità sono le solite “ECO” e “POWER” e se questo stratagemma sarà davvero considerato omologabile dalle leggi dei singoli Stati è da vedere.

Molta della tecnologia di questa ebike deriva dall’esperienza di Rimac Automobili, come il Battery Management System che monitora temperatura e stato di carica della batteria, fornita da A123 Systems, altro colosso legato in passato al nome Fisker Automotive, e garantita per mantenere l’80% delle capacità dopo 3,000 cicli di ricarica.

Tempi di ricarica? 80 minuti da presa a 220V, meno di 25 centesimi di euro per volta.

Tutto sommato una spesa accettabile per poi spassarsela in giro per boschi e colline: il prezzo della Greyp 12 dovrebbe aggirarsi sui 6,000 euro, data di commercializzazione ancora ignota.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: Greyp-Bikes

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