Guida autonoma: se taglia l’assicurazione, la gente è favorevole

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Guida autonoma Google
Guida autonoma Google - photo credit: stanfordcis via photopin cc
Guida autonoma Google
Guida autonoma Google – photo credit: stanfordcis via photopin cc

Le auto che si conducono da sole, lasciandovi liberi di fare qualsiasi altra cosa, non devono suonare come una prospettiva tanto lontana nel tempo perchè Nissan, Volvo e Google hanno già iniziato a testare su strada veicoli che ne sono dotati e la promessa commerciale parla del 2020.

La guida autonoma va poi a braccetto con l’altra rivoluzione automobilistica tanto annunciata, quella dell’elettrico, ma apre anche uno scenario interessante riguardo ai costi di assicurazione delle quattro ruote poiché ridurrebbe il rischio di avere incidenti. Allora la domanda sorge spontanea: quanti si affiderebbero ad un’auto che vi porta in giro autonomamente?

Un’indagine che ha coinvolto 2,000 patentati negli Stati Uniti, condotta da Car Insurance, agenzia che esegue comparazioni di mercato riguardo le assicurazioni automobilistiche, ha dato risultati sorprendenti.

Se un 20% degli intervistati acquisterebbe infatti un’auto con guida autonoma senza pensarci su, la percentuale si inverte quando viene prospettato l’effetto che questa tecnologia potrebbe avere sui costi assicurativi.

Partendo dal presupposto che la National Highway Safety Transportation Administration (la Euro NCAP a stelle e strisce) ha stimato che il 95% degli incidenti stradali americani del 2012 è stato causato da un errore umano, molte ricerche iniziano a paventare un crollo dei premi assicurativi anche dell’80%.

Quindi, alla domanda “comprereste un’auto con guida autonoma se assicurarla costasse l’80% in meno delle attuali?” addirittura il 90% degli intervistati risponde positivamente.

Di questi il 35% non avrebbe dubbi, mentre il 56% terrebbe in considerazione l’opzione: a rifiutare nettamente l’ipotesi di farsi guidare dall’auto è il 10% del campione totale.

Fra quanti rivolgono uno sguardo positivo alla nuova tecnologia, a giocare un ruolo favorevole è anche la prospettiva di guadagnare tempo per sé. La guida autonoma sarebbe infatti accompagnata da corsie preferenziali per i veicoli e questo porterebbe a ridurre del 50% i tempi di percorrenza.

Tempi che gli intervistati userebbero per intrattenere relazioni sociali (telefonate e messaggi, 26%), fare “altro”(21%), leggere (21%), dormire (10%), guardare film (8%), giocare (7%) e lavorare (7%).

Interessante notare che chi ha dichiarato che farebbe “altro” in pratica si dividerebbe, a seconda dell’ottimismo, fra il godersi il panorama dal finestrino ed il tenere tutto sotto controllo con un filo di apprensione.

Malgrado tanto entusiasmo, il 64% è comunque convinto che un computer non possa decidere meglio di come avrebbe una persona, il 75% pensa di saper guidare meglio di come lo farebbe un computer e un’identica percentuale è molto diffidente di fronte all’idea che un domani l’auto possa portare i bambini a scuola da sola.

La guida autonoma (ed anche le auto elettriche aggiungerei io) diverrebbero però immediatamente più credibili se a proporle fossero non Apple (12%), Google (15%) o Tesla (18%) bensì qualche vecchio e consolidato nome dell’automobilismo come Ford, Honda o Toyota, accreditate dal 54% del campione.

E voi? Vi fareste guidare dalla vostra auto? Preparatevi all’idea, perché al 2020 non manca ormai tanto.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: Car Insurance

 

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