Hiriko: la citycar tascabile, o quasi

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Qualcuno avrà forse il tenero ricordo di un genitore che, nell’epoca del boom economico, sarà comparso trionfante un giorno sull’uscio con una mitica Graziella, bicicletta capace di piegarsi e scomparire in un bagagliaio: ebbene, domani un suo nipote potrebbe presentarglisi con un’intera auto pieghevole. Perché la Hiriko è il sunto tangibile di tutti i concetti chiave della citycar del nostro immediato futuro: non inquina, è maneggevole oltre ogni attuale limite e per di più si adegua allo spazio disponibile. L’idea è basca, la progettazione statunitense del gruppo Changing Places del prestigioso MIT (Massachussets Institute of Technology) con sponsorizzazione General Motors e la produzione consorziata da parte di un’insieme di aziende basche: ha perfino ricevuto una “santa” benedizione al disvelamento del prototipo avvenuto a Bruxelles il 24 Gennaio 2012 al cospetto della presidenza della Comunità Europea.

Per le strade di Vitoria Gasteiz, la città che ha dato i natali al concept nel 2010, circola già: il suo design futuristico si applica benissimo sia ai 250 cm di lunghezza della vettura in assetto di marcia che ai 160 che può assumere in posizione da parcheggio. Proprio così: la caratteristica più vistosa di questa vettura è la sua capacità di allungarsi ed accorciarsi notevolmente; eliminati infatti i tradizionali componenti di una vettura a carburante (la propulsione è elettrica) e comandata esclusivamente da un’interfacca di guida al volante come una formula uno, quindi senza meccaniche relative al cambio, Hiriko tiene fede allo spirito del suo nome, “Urbana” in basco, cambiando assetto e letteralmente compattandosi per poter entrare in ogni anfratto disponibile al parcheggio. Ed il suo conducente, già in piedi nell’abitacolo ormai verticale, potrà comodamente uscire dal portellone anteriore ad ala di gabbiano.

La metamorfosi è consentita proprio dallo scivolamento del retrotreno del mezzo al di sotto dell’abitacolo che varia la sua posizione ruotando da sdraiato a verticale. Anche le manovre con questa vettura sono innovative: quattro ruote sterzanti sono meglio di due, devono aver pensato i progettisti mentre la dotavano di tale indipendenza di movimento che le consente, tra l’altro, di ruotare sul suo asse come di entrare in un parcheggio spostandosi lateralmente. Ognuna delle quattro ruote è indipendente l’una dall’altra nella possibilità di sterzare (80 i gradi di libertà consentiti) in fase di manovra: si tratta infatti di ruote robotiche che costituiscono unità a sé stanti anche a livello di trazione. È la vera chiave di lettura tecnologica di questo mezzo, totalmente modulare nei suoi componenti, dei quali proprio le ruote, ognuna con un’unità motore integrata controllata dal computer di bordo, costituiscono il cuore. Necessitando di sola connessione meccanica e digitale al blocco dell’abitacolo, questo sistema “drive-by-wire” è quello che consente ad Hiriko di non avere alberi di trasmissione od altre componenti vincolanti che ne ostacolino il movimento di “chiusura”. I quattro motori elettrici di Hiriko le consentono una velocità di punta di 60 km/h e sono alimentati da due pacchi batterie al litio, uno per ogni metà dell’auto, montate in parallelo, a ricarica rapida (circa 15 minuti) con un’autonomia dichiarata di 120 km, fornite dal colosso del settore Axeon.

Hiriko non è solo un’innovazione tecnologica, bensì un vero e proprio esempio di coordinazione a livello progettuale e politico: prototipata da un gruppo di ingegneri del MIT è stata patrocinata dal governo basco che l’ha trasformata in un’occasione di crescita imprenditoriale per la sua regione. Sotto il cappello dell’ AFYPAIDA (Asociación para el Fomento y Promoción de Actividades Industriales y Deportivas de Automoción) e del DENOKINN (Centro vasco para la Innovación, Emprendizaje y Desarrollo de Nuevos Negocios), Hiriko è prodotta nelle singole componenti da aziende basche ognuna specializzata in un campo differente, così da offrire posti di lavoro sul territorio. Allo stesso modo, la sua diffusione è affidata alla strategica idea di concedere, in franchising, la possibilità di assemblare le vetture in stabilimenti relativi alle città che sposeranno il progetto Hiriko per i propri servizi di car-sharing, unendo il lato economico a valori di sostenibilità ambientale e sociale.

I test-drive su strada sono partiti e Barcellona, Berlino, Malmö, San Francisco, Hong Kong e Quito sono le prime ad aver aderito, mentre altre metropoli mondiali sono in fase di trattativa. Nei piani degli imprenditori baschi vi sarebbe però anche una discesa sul mercato con una produzione in serie della citycar stimata sui 9000 esemplari a partire dal 2013, forte forse anche della possibilità di essere immatricolata come quadriciclo o motoveicolo. Questo la renderebbe discretamente appetibile per un pubblico giovane, al contrario delle voci sul suo possibile prezzo che si aggirerebbe sui 12500 euro.

 

Andrea Lombardo

5 COMMENTS

  1. gent.mi,

    Inseguo Hiriko da tempo ma ho l’impressione che non ci sia tutta questa fretta di commercializzarla per i privati (e non solo per car sharing).
    Vi ringrazio per qualsiasi informazione possiate darmi se e dove è o sarà possibile (e da quando) acquistarla.
    Grazie mille,
    cinzia bressi

    • Ciao Cinzia, per quel che ne sappiamo la Hiriko dovrebbe in questa fase essere usata in vari progetti di car sharing municipali in Europa (al momento ne ricordo uno in Germania, se non erro). Di una commercializzazione non abbiamo notizie fresche, dovesse esserci qualche novità ne scriveremmo sicuramente.

      Speriamo di poterti essere utili in tal caso!
      Ciao
      Veicoli Elettrici

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