Il governo cinese conferma: auto elettrica obiettivo strategico per il Paese

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Beijing - photo credit: Gab Bat via photopin cc
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Beijing – photo credit: Gab Bat via photopin cc

Ancora una conferma pro mobilità elettrica arriva dai più alti in grado del governo di Beijing: il ministro per l’industria cinese Miao Wei ha dichiarato che continuerà il supporto allo sviluppo di veicoli ad energie alternative e che politiche fiscali per agevolarne il mercato sono allo studio.

Marzo e Aprile si stanno rivelando due mesi decisivi per intuire le sorti dell’auto elettrica in terra cinese: il governo ha più volte ribadito che sempre più incentivi saranno promossi per spingere i Cinesi ad acquistare veicoli a zero emissioni e, al contempo, l’industria dell’auto occidentale si è scatenata presentando al Beijing Auto Show 2014 il frutto delle alleanze strette con i Marchi cinesi.

Adesso che Volkswagen, Daimler, Nissan, BMW, Tesla e BYD, oltre a nomi che non conosciamo, offrono almeno un modello a trazione elettrica o ibrido plug-in, le parole del premier Li Keqiang e del suo vice (massima autorità in materia energetica) Ma Kai devono trovare un riscontro nei fatti.

I dati di vendita del 2013 hanno fotografato impietosamente un mercato dove le unità di EV vendute sono state tante se si fosse trattato di un qualsiasi Paese europeo ma che denunciano una chiara diffidenza da parte degli acquirenti cinesi; nei primi tre mesi del 2014 segnali già più positivi sono arrivati dalla Qin, berlina ibrida plug-in prodotta da BYD che avrebbe, da sola, doppiato le vendite del comparto nell’anno precedente.

Molti scommettono sul fascino dei modelli stranieri, sebbene le auto che le industrie occidentali offriranno in Cina siano studiate appositamente per quel mercato e là vengano fabbricate.

Per la Cina l’auto elettrica rappresenta una sorta di “ultima spiaggia” cui aggrapparsi per risolvere il problema dell’inquinamento, arrivato ad assumere proporzioni devastanti: delle 74 metropoli monitorate nel Paese, solo 3 risultano avere una qualità dell’aria accettabile, secondo i dati pubblicati a marzo dal Ministero dell’Ambiente cinese, e fra queste vi sono alcune fra le prime città più inquinate al mondo.

Dei 224 milioni di veicoli circolanti in Cina, circa il 13% era stato dichiarato altamente inquinante già nel 2012 e, per questo, interdetto dalla circolazione nei centri città dalle 6 del mattino a mezzanotte: per far rispettare il divieto i veicoli sono contrassegnati da adesivi gialli o verdi che li rendono riconoscibili alla Polizia, che ha mandato di bloccare gli sconfinamenti.

 

 

Andrea Lombardo

Fonti: Business Week, Business Week 2

 

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