Il più grande ordine di taxi elettrici dell’Inghilterra cambia casa: rinuncia GreenTomatoCars, entra Thriev

4
4449
BYD e6 - photo credit: albertma. via photopin cc
BYD e6  - photo credit: albertma. via photopin cc
BYD e6 – photo credit: albertma. via photopin cc

Non vedrà la luce la flotta londinese di taxi elettrici targata Green Tomato Cars e fornita da BYD: una parte di essa prenderà però servizio sotto le insegne di un’altra società.

Cinquanta BYD e6 dovevano costituire la squadriglia più numerosa di minicab a zero emissioni di tutta l’Inghilterra ma, dopo un anno di attesa dall’enfatico annuncio, qualcosa è andato storto e le due società, Green Tomato Cars e BYD, hanno comunicato una rescissione consensuale del progetto.

Perché GTC, secondo operatore privato di minicab della capitale britannica e presente anche negli USA, abbia rinunciato a portare le e6 elettriche cinesi in servizio, non è dato sapersi; tuttavia, un precedente ritardo nella consegna delle auto era stato giustificato con l’inadeguatezza della rete di ricarica rapida di Londra, motivazione probabilmente ancora valida tra le righe.

Thriev, nuova società che ha preso in carico le prime 20 BYD e6 che comunque erano state trasportate sino in Gran Bretagna, ha infatti stretto un accordo con BYD, subentrando così a GTC, per ricevere due stazioni di ricarica rapida prodotte direttamente dal marchio cinese dell’elettromobilità.

Le crossover a zero emissioni fabbricate da Build Your Dreams portano con molta probabilità con sé lo stesso problema che perseguita altre elettriche, vale a dire uno standard di ricarica “specializzato”.

In Cina la ricarica rapida è prevista con lo standard GBT in corrente continua, per lo sviluppo del quale ha recentemente ottenuto un accordo la multinazionale ABB proprio in collaborazione con BYD e Daimler: è possibile quindi che la Casa automobilistica cinese pensi, ottenendo molteplici appalti di fornitura per mezzi pubblici in tutto il mondo, di poter favorire la diffusione di tale sistema di connessione.

Londra, in definitiva, sarebbe carente di stazioni di ricarica rapida in corrente continua, lo stesso sistema sul quale poggia lo standard CHAdeMO che, invece, è uno dei più reperibili in Europa con un migliaio di punti di ricarica; il punto è che per far funzionare decentemente una flotta di taxi elettrici, la città che li ospita deve contare colonnine di ricarica adeguate a centinaia se non migliaia (come nel caso di Rotterdam, che su circa 206 km quadrati di superficie ha installato più di 500 unità di ricarica).

A sopperire a tale carenza vorrebbe essere proprio Thriev, vantando un accordo già in cantiere con British Gas, fornitore di energia elettrica della capitale, per la realizzazione di un network di ricarica veloce: di pari passo, nell’arco di 2 anni, l’operatore di minicab sbandiera l’intento di arrivare a 1,000 veicoli elettrici nella propria flotta.

Che i numeri siano effettivamente questi o meno, è certo che qualcosa dovrà smuoversi per l’elettromobilità inglese: il Mayor di Londra, Boris Johnson, insiste infatti sulla politica delle ultra-low emissions, favorendo progetti di sviluppo di taxicab elettrici o ibridi plug-in che concorrano per la data del 2018, il termine fissato dall’amministrazione della capitale britannica perché i taxi della città si mettano in condizione di circolare senza inquinare almeno in determinate aree.

Le proposte sono già due e vengono da Nissan, con una versione ridisegnata dell’e-NV200, e da Ecotive, con il Metrocab range extended; in tale quadro si inseriscono quindi Thriev, come operatore di taxi all electric, e la stessa Green Tomato Cars, che pensa di affiancare alle sue Toyota Prius PHEV un nuovo tipo di veicolo a zero emissioni, questa volta alimentato ad idrogeno e firmato Hyundai.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: The Telegraph

 

4 COMMENTS

  1. In Europa abbiamo il fast AC (Renaul ZOE e poco più), Chademo (costruttori giapponesi più PSA) e Combo (tedeschi e americani). Avremo in Europa anche il sistema veloce cinese???

    • Ciao Carlo, in effetti la cosa suona relativamente assurda. Di fatto, per sviluppare la rete di ricarica rapida domestica in Cina è stato definito uno standard in CC chiamato “GBT” che non dovrebbe corrispondere né al CHAdeMO né al Combo e la prima industria ad aver appaltato un contratto di fornitura per questi dispositivi di ricarica è proprio BYD (il che lascia presupporre che le sue auto siano compatibili con esso).
      Tuttavia le e6 sono state esportate in Colombia, Stati Uniti e Paesi Bassi, dove operano in flotte di taxi o car sharing: sarebbe logico utilizzassero quindi uno standard di ricarica compatibile con almeno uno di quelli diffusi in Europa, sempre che BYD, come nel caso di Thriev, non abbia stretto accordi per installare sue colonnine presso i gestori di tali servizi di mobilità.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here