Il “rumore” dei veicoli elettrici

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1. OGGI SUL MERCATOPedoni, ciclisti, anziani non vedenti sono tutti utenti deboli della strada per i quali, i veicoli silenziosi potrebbero rappresentare un rischio per la loro incolumità. Per la loro sicurezza sono nati dei modelli elettrici con dispositivi di rumore artificiale

La Cives, la Commissione Italiana Veicoli Elettrici a Batteria, Ibridi e a Celle a combustibile, nel contesto di un documento che propone una serie di indicazioni sulla mobilità elettrica destinato alle amministrazioni comunali, si è recentemente occupata anche di questo tema: «Quello della silenziosità dei veicoli è un problema di carattere generale delle auto moderne ed è molto legato al contesto ambientale che nelle città presenta un rumore di partenza già molto alto». Queste le parole del Presidente Cives, Pietro Menga, che prosegue spiegando la situazione attuale: «Il problema sussiste solo ed esclusivamente nei centri abitati, dove la velocità dei veicoli è bassa; ma a una velocità di 30 km/h, tipica per un centro urbano, la differenza tra il rumore di un veicolo elettrico e uno con motore a scoppio di concezione moderna è molto modesta, perché per entrambi la parte dominante è il rumore causato dal rotolamento degli pneumatici.

A 7-8 km/h le emissioni dell’elettrico sarebbero inferiori di circa 1 deciBel a quelle dell’endotermico (circa il 10% in meno), mentre una maggior differenza si ha nell’accelerazione alla partenza, ma il rumore risale più o meno ai medesimi livelli dell’endotermico dopo soli 5 metri dall’avvio.

La Commissione europea sta preparando una direttiva sul rumore dei veicoli (2011/0409 COD) che abbassa il limite massimo di emissioni acustiche dei motori e introduce anche il nuovo requisito di un livello minimo. «Esso è ottenibile – argomenta Menga – con dispositivi di rumore artificiale, gli AVAS – Approaching Vehicle Audible System, e la bozza di direttiva UE prevede allo stato delle cose che questi possano essere installati su base volontaria e a discrezione del costruttore del veicolo».

Una ricerca della Technical University di Monaco indica che nel normale contesto di rumorosità, i veicoli tradizionali sono percepiti troppo tardi per evitare incidenti. Stessa conclusione è emersa dall’European Union Road Safety Action Programme che indica come la sicurezza dei conducenti e dei pedoni risieda in ultima analisi nella responsabilità dei conducenti piuttosto che nelle tecnologie.

«Se molti Paesi dell’Unione Europea non condividono l’introduzione generalizzata dei dispositivi AVAS, parrebbero però d’accordo nell’applicazione degli stessi durante le manovre di parcheggio, che è la condizione in cui le collisioni tra auto e pedone hanno la maggior probabilità di verificarsi. Di fatto, anche molti veicoli endotermici moderni sono già dotati di “cicalini” che entrano automaticamente in funzione durante il parcheggio. In Giappone, per esempio, questi sistemi sono già obbligatori per tutti gli autoveicoli».

 

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