In Cina è caccia agli investitori privati per sviluppare la mobilità elettrica

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Un veicolo elettrico usato dalla polizia cinese - photo credit: 82Gab via photopin cc
Un veicolo elettrico usato dalla polizia cinese - photo credit: 82Gab via photopin cc
Un veicolo elettrico usato dalla polizia cinese – photo credit: 82Gab via photopin cc

È attraverso gli investimenti privati che dovrà passare lo sviluppo della mobilità elettrica in Cina, sia per quanto riguarda le reti di ricarica pubbliche che in merito ai comparti industriali.

Da una parte, ad aprire esplicitamente verso l’intervento privato è State Grid Corporation, la più grande società di distribuzione dell’energia elettrica per ordine di vendite nel Paese. Con una dichiarazione, veicolata dall’agenzia Xinhua News e ripresa dal Wall Street Journal, la compagnia energetica ha invitato ad investire nella costruzione di reti di ricarica per auto elettriche, vera “terra promessa” per la crescita di questo settore in Cina.

L’assenza di colonnine di rifornimento per EV è sostanzialmente alla base dello scarso appeal che i veicoli elettrici riscontrano nell’ex Celeste Impero, malgrado gli sforzi colossali compiuti dal governo centrale per promuoverli.

State Grid Corp. cerca dunque finanziatori privati per approfittare dell’ondata pro auto elettrica sospinta da istituzioni e Case automobilistiche, configuratasi come una vera e propria rincorsa al traguardo dei 500,000 veicoli con la spina da immettere in circolazione entro l’anno, da tramutare in 5 milioni entro il 2020.

Per supportare attivamente questi obiettivi, la Cina ha pianificato un’ideale infrastruttura di ricarica costituita da almeno 400,000 stazioni da attivare entro il 2015.

A dare ancora più ottimismo al settore privato è poi intervenuto anche il presidente cinese Xi Jinping, che ha commentato i risultati positivi delle Borse di Shanghai e Shenzen caldeggiando maggiori investimenti da parte delle Case automobilistiche proprio nei veicoli ad energia “pulita”.

A trainare la crescita dei mercati azionari cinesi vi sono infatti per la maggior parte i Marchi coinvolti nella produzione di auto elettriche e batterie: Xi non ha quindi esitato a dichiarare che la Cina ha una sola strada per ritagliarsi un ruolo predominante nel panorama dell’industria automobilistica mondiale, coincidente con lo sviluppo delle energie alternative.

La Cina sta quindi cercando di costruirsi una seconda primavera economica aprendo, da una parte, i propri progetti nazionali agli investimenti privati e, dall’altra, scommettendo forte sul settore dei trasporti ecologici, letti in una chiave di riduzione delle importazioni di petrolio dall’estero.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: Wall Street Journal 1, Wall Street Journal 2

 

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