In Corea del Sud i bus elettrici wireless sono realtà: un altro traguardo raggiunto dal KAIST

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I Sudcoreani si stanno agguerrendo ma questa volta non per difendersi dai vicini bellicosi del nord, bensì per conquistare il pianeta con la mobilità elettrica. Da quest’estate infatti sono stati messi in servizio effettivo i autobus elettrici wireless nel Paese, tra i primi ad essere regolarmente integrati nei trasporti pubblici urbani al mondo.

È una città del sud est della Corea a vederli all’opera, Gumi, su di un tracciato di 24 chilometri per circa dieci corse giornaliere: si tratta di una fase di test avanzata, una delle prime in assoluto a svolgersi su strade aperte al traffico pubblico.

Gli OLEV (On-Line Electric Vehicles) sono del tutto senza fili e traggono l’energia necessaria al proprio funzionamento esclusivamente per induzione dal sottosuolo, dove sono posti i cavi della linea di tensione elettrica.

In questo modo non necessitano di batterie di grandi dimensioni (la riduzione è nell’ordine delle 10 volte) e tantomeno di fermarsi ai capolinea per ricaricare: in modo simile a quanto visto per altri bus elettrici senza fili l’energia a bordo è continuamente mantenuta dal collegamento induttivo (dell’80% l’efficienza del sistema) e dalla frenata rigenerativa. Il sistema non risente per altro delle condizioni atmosferiche e non obbliga i veicoli a mantenere una velocità necessariamente bassa: l’unico vincolo, come per i filobus tradizionali, è legato al tracciato obbligato che i mezzi devono percorrere.

La progettazione degli OLEV era iniziata nel 2009 con un investimento da parte del governo di Seoul di 60 miliardi di won (53 milioni di dollari americani): lo sviluppo della ricerca era stata affidata al KAIST, il Korea Advanced Institute of Science and Technology, mentre la realizzazione della tecnologia è stata portata avanti dalla Dongwon OLEV Corporation (parte del Dongwon Group) e brevettata come Shaped Magnetic Field in Resonance.

Per il KAIST non si tratta del primo progetto sull’elettromobilità, come la concept car elettrica Armadillo-T dimostra.

Il direttore del Wireless Power Transfer Research Center del KAIST, Cho Dong-ho, afferma che quella della ricarica induttiva è la strada per il trasporto del futuro: il World Economic Forum l’ha indicata nella Top 10 delle tecnologie emergenti dell’anno e consente un notevole avanzamento per la mobilità elettrica.

Adesso gli OLEV sono arrivati sulle strade pubbliche, dopo essere stati testati a partire dal 2010 in diversi contesti: dapprima su di un percorso di 2.2 km attorno ad un parco divertimenti di Seoul e poi sui quasi 4 chilometri che cingono il campus universitario del KAIST. Anche l’expo internazionale che si è tenuto a Yeosu li ha utilizzati.

Ciascun OLEV rappresenta allo stato attuale un investimento da 650 milioni di won (580,000 dollari) come gli stessi Dongwon OLEV Corp. ed il ministro dei trasporti sudcoreano affermano: sono però entrambi convinti che la diffusione della tecnologia sia inevitabile e che l’economia di scala conseguente la renderà ben meno onerosa.

Da giugno sono entrati in test anche dei tram con ricarica induttiva: in Europa come negli States i progetti simili non mancano (basti pensare ai test in Germania e Svizzera) ma gli unici Paesi che hanno effettivamente adottato stabilmente linee di bus elettrici (con ricarica alle fermate e ai capolinea però) sono quelli scandinavi.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: The Wall Street Journal – Korea Real Time

 

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