Incentivi, per le auto elettriche funzionano: i dati dell’International Council on Clean Transportation

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Pounds - photo credit: Mukumbura via photopin cc
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Auto elettriche, tre anni fa non ce n’erano quasi, dal 2012 ad oggi sono quadruplicate: quale ruolo hanno giocato in tutto ciò gli incentivi per il loro acquisto? Un ruolo determinante secondo il documento pubblicato dall’International Council on Clean Transportation, che ha esaminato come l’andamento dei veicoli elettrici sui vari mercati nazionali sia in definitiva riconducibile alle politiche incentivanti combinate con alcuni fattori al contorno.

Gli esempi più eclatanti giungono dal nord Europa, dove i forti aiuti economici offerti da Paesi come Norvegia e Paesi Bassi trovano riscontro nei numeri più alti di penetrazione dell’elettrico nel mercato automobilistico, con il 6% record della prima ed il 5.6% dei secondi.

Entrambe le nazioni hanno visto dei veicoli plug-in in testa alle graduatorie di vendita e la Norvegia, in particolare, è candidata a veder salire ancora la quota conquistata dagli EV sul mercato complessivo.

In Nord America il discorso ė analogo, con la California al terzo posto in quanto a share sul mercato (4%), in corrispondenza, anche qui, di forti incentivi statali ($1,500 per un’ibrida plug-in, $2,500 per una pura elettrica) cumulabili all’incentivo federale statunitense di $7,000.

Sarebbe però riduttivo considerare unico motivo di questi risultati i soli aiuti economici: a favorire la crescita dei veicoli a zero emissioni o a bassissime emissioni nelle varie realtà nazionali è infatti un mix di fattori.

Norvegia, Paesi Bassi e California prevedono infatti tutte forti agevolazioni nella pratica quotidiana per chi guida un’auto elettrica, spaziando dall’uso delle corsie preferenziali all’accesso a zone normalmente interdette ai parcheggi e passaggi in traghetto gratuiti.

Da notare è, inevitabilmente, la maggior diffusione di impianti di ricarica in questi tre Paesi, nei quali dipendere da una batteria non è limitante come nel resto del mondo.

Tuttavia vi sono altre due voci che giocano un ruolo pesante nel mix di fattori pro-elettrico: il costo dei carburanti tradizionali (molto elevato in tutti e tre i casi) e quello dell’energia elettrica, decisamente conveniente rispetto ad altre nazioni vicine.

Ciò fa sì che per un Norvegese guidare un’auto elettrica convenga molto di più che non ad un Tedesco: in Germania, guarda caso, vuoi anche per la quasi assenza di incentivi e la scarsa implementazione della rete di ricarica, il mercato nel 2013 è stato asfittico.

Caso a parte è la Gran Bretagna, prodiga nell’offrire 5mila sterline a chi scegliesse le zero emissioni ma non altrettanto efficace nello spingere lo sviluppo delle infrastrutture: chiuso il 2013, il Regno Unito ha deciso di cambiare marcia e, dopo un trimestre del nuovo anno che ha visto lanciare diverse iniziative pubbliche pro mobilità elettrica, il mercato è passato dalle tre alle quattro cifre mensili di unità vendute.

In conclusione, la coesistenza di forti agevolazioni economiche e condizioni al contorno (reti di ricarica, costo dei carburanti, etc.) si possono correlare senza dubbio al maggior o minor successo dei veicoli elettrici.

Coscienza ecologica a parte, la gente non ha insormontabili pregiudizi nei confronti delle auto elettriche, specie se convengono.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: GreenCarReports

 

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