Italiani e Tedeschi alleati per proporre all’Europa uno standard di ricarica per veicoli elettrici

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photo credit: Redcorn Studios [Matt] via photopin cc

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L’armonizzazione degli standard di ricarica è una delle questioni aperte più importanti per il futuro della mobilità elettrica: valicare i confini nazionali sicuri di poter fare rifornimento come oggi lo si fa con le pompe di benzina deve essere garantito.

A tal proposito l’Unione Europea ha scelto pochi mesi addietro il suo standard, ossia la ricarica Tipo 2: adesso i rappresentanti degli enti di standardizzazione e delle industrie di settore italiane e tedesche propongono di comune accordo una miglioria sui connettori per la ricarica dei veicoli elettrici.

La proposta è stata sottoposta all’attenzione del CENELEC, il Comitato europeo che si occupa degli standard elettrotecnici: l’accordo in questione è un passo importante verso la definizione di un’infrastruttura universale di ricarica per l’e-mobility, indicata per altro come necessaria dalla stessa Commissione Europea.

L’intesa siglata tra enti normativi italiani e tedeschi si basa sull’utilizzo dei connettori Tipo 2 con l’aggiunta di un otturatore opzionale per l’infrastruttura di ricarica: quest’opzione nasce dalle esigenze di sicurezza messe in risalto nelle realtà italiane e di altri paesi (Francia in particolare), oltre che dai requisiti imposti dai mercati locali. La presenza di questi otturatori non pregiudicherebbe l’utilizzo della presa di ricarica per quei veicoli il cui connettore non ne disponga a sua volta: tra prese di Tipo 2 la compatibilità rimarrebbe totale. Se adottata, questa soluzione costituirebbe una base comune di partenza per tutta l’industria automobilistica del continente, rappresentando anche un esempio di “deregolamentazione felice”.

Questa proposta arriva dopo mesi di lavoro appaiato tra Italia e Germania per armonizzare il più possibile i diversi tipi di connettori e le modalità di ricarica sulla base delle norme EN 62196-2:2012 e EN 61851-1. Proprio gli otturatori meccanici usati in alcuni paesi, Italia compresa, e la loro combinazione con la presa di ricarica sono stati oggetto di discussione, assieme ai requisiti per la ricarica dei veicoli leggeri: per questi ultimi, che comprendono gli scooter tanto amati qui da noi, è stato proposto che la presa di Tipo 3a possa non disporre degli otturatori.

Il Deutsches Institut fur Normung E.V., in breve DIN, nel rendere nota la comunicazione della proposta al CENELEC, ricorda che le norme pubblicate l’anno scorso dallo stesso Comitato europeo (EN 62196-1:2012 e EN 62196-2:2012) stabiliscono sì connettori per veicoli, prese e spine a muro per la ricarica elettrica ma non si spingono fino a stabilire uno standard univoco per tutti i paesi membri della Comunità.

Di per sé, la base universale per l’Europa dovrebbe essere la ricarica con spina di Tipo 2 e l’introduzione eventuale degli otturatori proposti da Italia e Germania andrebbe incontro a quelle nazioni nelle quali soluzioni simili sono già in uso.

La proposta italo-tedesca è stata formulata all’ente tecnico competente in Europa e dovrebbe, secondo il DIN, essere attuata in tempi brevi, aprendo la strada ad una soluzione comune per le infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici in tutti i paesi sottoposti all’egida del CEN/CENELEC.

In Germania, gli esperti sono stati coordinate dal Gruppo di Lavoro 4 “Standardizzazione e Certificazione” della Piattaforma nazionale per l’elettromobilità, lavorando a stretto contatto con DIN, l’Istituto tedesco per la standardizzazione e le commissioni tecniche del DKE (la commissione tedesca per le tecnologie elettriche, elettroniche e informatiche di DIN e VDE). Per quel che riguarda l’Italia, invece, il lavoro è stato eseguito dal CEI, il Comitato Elettrotecnico Italiano.

L’Europa ha scelto lo standard di ricarica con spina di Tipo 2 che venne introdotta nel percorso di normalizzazione internazionale già nel 2009: questa supporta sia la ricarica mono che tri-fase, consentendo tempi di ricarica molto rapidi. L’adozione di uno standard condiviso per tutta l’infrastruttura europea di ricarica è l’obbiettivo primario da perseguire per rendere la mobilità elettrica una soluzione davvero praticabile.

 

Andrea Lombardo

Fonte: Deutsches Institut fur Normung via MarketWired

A proposito di questo argomento il Gruppo E-Mobility di Confindustria ANIE ci ha rilasciato un’intervista esclusiva che verrà pubblicata nel numero di Luglio 2013 della nostra rivista Veicoli Elettrici.

 

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