Javier Zanetti, stella dell’Inter e delle zero emissioni

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Javier Zanetti Birò

Javier Zanetti BiròDi solito i calciatori sono protagonisti di gesti eclatanti ed in fatto di motori è più facile che finiscano preda di rubriche satiriche che li ritraggono protagonisti di Gran Premi improvvisati all’uscita dagli allenamenti: ma non è questo il caso dello storico capitano dell’Inter, Javier Zanetti.

L’Argentino è da anni una mosca bianca del nostro calcio-spettacolo, personaggio sobrio e discreto: la sua uscita dallo stadio Meazza al termine della partita di campionato contro il Parma domenica 28 aprile a bordo di un veicolo elettrico conferma questa linea.

Al termine del match vinto dall’Inter nel quale, purtroppo, Zanetti ha riportato un grave infortunio, il campione è stato fotografato nei parcheggi riservati ai calciatori nel piano interrato dello stadio milanese mentre si allontanava a bordo del suo Birò, quadriciclo elettrico made in Italy.

Certo, non si tratta di una lussuosa spider o di un gigantesco SUV, mezzi più consoni, per così dire, allo status sociale cui i campioni del calcio internazionale appartengono: ma proprio il fatto che Javier una Fisker Karma o una Tesla S, per rimanere tra le elettriche, potrebbe permettersela ad occhi chiusi, fa acquisire ancora più rilevanza al gesto.

Il Birò di Estrima è, infatti, un dignitosissimo veicolo elettrico accessibile per prezzo alle masse, spartano ed in linea con l’idea che, forse, i Javier Zanetti Biròlussi esagerati di ieri è il caso che siano ridimensionati anche da chi potrebbe farsi il bagno nell’oro come Zio Paperone.

Javier Zanetti, è il caso di ricordarlo, è sempre stato attivo sul fronte sociale: assieme alla moglie Paula ha dato vita all’associazione non profit argentina Pupi (chiamata così dal soprannome, El Pupi, dello stesso Zanetti), impegnata nel’integrazione di quei bimbi che soffrono un’infanzia disagiata.

Giusto qualche mese fa, alla notizia che l’Arsenal FC avesse acquistato due auto elettriche per i trasferimenti dal campo di allenamento a quello di gioco in casa, avevo riflettuto sulla potenza comunicativa che avrebbe avuto vedere uno dei nostri calciatori vantarsi di una splendida e luccicante…auto elettrica.

Rinnovo l’auspicio: vedere anche altri simboli, come Buffon, Totti o chi preferite, sfrecciare (entro i limiti) a zero emissioni, renderebbe difficile far ancora pensare all’auto elettrica come un veicolo di “serie B”.

Voi che ne dite?

 

Andrea Lombardo

Fonte: Synapsy

 

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