Kit di elettrificazione in crisi? Sunstar interrompe le vendite

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Con uno scarno comunicato sul proprio sito, Sunstar ha cessato l’attività di commercializzazione dei propri kit di conversione per bici elettriche, in netta controtendenza con l’attuale andamento del mercato europeo dell’e-bike.

Con la chiusura in rapida successione dell’ufficio tedesco di Bad Mergentheim, di quello italiano di Desio avvenuta il 1 maggio u.s. e quella programmata per il 1 giugno prossimo del centro di Saronno, Sunstar, multinazionale con sede in Svizzera ma radici giapponesi, ha deciso di interrompere la vendita dei prodotti i-Bike sui mercati di tutto il mondo.

Lo annuncia un comunicato comparso sul sito web aziendale a firma di Peter Silberbauer, General & Sales manager dell’azienda in cui si dichiara che “la decisione è stata presa a causa della rapida crescita del mercato E-bike con motore elettrico integrato, a scapito del sistema di retrofit che Sunstar ha proposto con successo per molti anni.”

Abbiamo cercato di metterci in contatto con i dirigenti aziendali della filiale italiana senza esito e pertanto non abbiamo avuto la possibilità di approfondire le ragioni della repentina uscita da un mercato, quello della bici a pedalata assistita, che pure mostra un trend molto favorevole in numerosi mercati europei e mondiali.

Ricordiamo che il kit di elettrificazione proposto da Sunstar si basava sull’esclusivo sistema i-Bike la cui idea nacque negli anni novanta in Giappone e, via via evoluto con nuove funzionalità, si era diffuso con ottimi risultati prima in tutta l’Asia e poi anche in Europa.

Il suo punto di forza era la specificità di un motore tra i più leggeri nella categoria di riferimento, posizionato al movimento centrale, gestito, in proporzione alla forza della pedalata, attraverso un sensore di coppia integrato nei pedali e, fatto di grande importanza, tale da poter essere montato su quasi tutti i telai tradizionali senza richiedere la loro modifica.

Ad Eurobike 2014 Sunstar aveva presentato l’ultima evoluzione del suo prodotto denominata Virtus introducendo sostanziali innovazioni sul piano del design e delle funzionalità.

In particolare il nuovo motore centrale, oltre a potersi adattare ai diversi telai convenzionali di bici, presentava la caratteristica di poter essere tolto in pochi minuti per essere montato su un’altra bicicletta purchè equipaggiata dell’unità di controllo contenente tutti i sensori che misurano la coppia applicata al movimento centrale, la frequenza di pedalata o l’angolo della pedivella.

Come assicura il comunicato ufficiale, le garanzie dei prodotti consegnati rimangono operanti per i tempi previsti dalla legislazione e l’azienda si impegna a continuare a risolvere gli eventuali problemi relativi all’assistenza post vendita.

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