La bici elettrica senza catena vince il Coiltech Energy Efficiency Award

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CoiltechUna bicicletta elettrica priva di catena si è aggiudicata l’Award per l’efficienza energetica assegnato durante la fiera elettrotecnica Coiltech, organizzata dalla milanese QUiCKFairs® e conclusasi in questi giorni a Pordenone.

Parimenti sono state premiate anche le bobine superconduttrici per motori elettrici dell’ing. Giuseppe Messina della Divisione Superconduttori dell’ENEA.

La bicicletta a pedalata assistita senza catena è un progetto tedesco, ideato nell’Università di Harz (Sassonia), ed è di sicuro interesse industriale: il fulcro sta tutto nell’eliminazione di ogni trasmissione meccanica. Il funzionamento della bici si basa sull’energia proveniente dalla pedalata, la cui intensità ne determina la velocità, esattamente come su una bicicletta tradizionale.

Qui però un software controllabile dal manubrio permette di far subentrare l’aiuto del motore elettrico, supportando lo sforzo del ciclista con un output energetico che si traduce in una maggiore efficacia della pedalata. Il vantaggio sta tutto nell’eliminazione delle componenti meccaniche, cambio compreso: in questo modo la bici ne guadagna in fluidità, peso e numero di elementi soggetti a rotture e manutenzione nel tempo.

Per chi vuole entrare un po’ più nel tecnico, l’e-bike funziona azionando un motore sincrono a MP alimentato tramite inverter con il contributo di un generatore sincrono a MP dotato di raddrizzatore e batteria. In tutto ciò è garantita la bi direzionalità del flusso di energia tra motore e batteria. La coppia erogabile è di 61 Nm (104 Nm di picco) e la potenza a 10 km/h è di 700 W (il picco raggiunge i 1640 W).

Inoltre il motore è controllato in coppia, mentre il generatore è controllato in velocità.

In parole povere, non essendovi accoppiamento meccanico fra pedali e ruota, anche l’utilizzo come bici tradizionale risulta meno faticoso: dulcis in fundo, tutto il funzionamento dell’e-bike è gestibile tramite app su smartphone.

Ma la mobilità elettrica è ancora protagonista con le bobine superconduttrici per motori elettrici dell’ing. Messina dell’ENEA.

Si tratta di bobine HTS (High Temperature Superconductor) per avvolgimento di armatura di macchine elettriche a flusso assiale. Non spaventatevi: il nome è complesso ma l’utilità facile da comprendere.

I superconduttori, al di sopra di temperature definite critiche, offrono resistenza nulla al passaggio di corrente elettrica, espellendo i campi magnetici al loro interno (effetto Meissner): questo si traduce nella possibilità di farli attraversare da corrente elettrica a migliaia di Ampére senza perdite di potenza; la stessa corrente, una volta immessa nell’avvolgimento superconduttivo, continuerà a circolare al suo interno per lunghissimo tempo senza bisogno di un generatore esterno.

Questi superconduttori naturalmente attraggono tutta l’industria dei trasporti per via dell’altissima resa che offrono e delle migliorie che consentono di apportare, prime fra tutte anche una riduzione di peso rispetto ai conduttori normali.

I materiali HTS sono particolarmente indicati per i motori elettrici navali di grandi dimensioni (navi cargo e da crociera) ma recentemente affascinano anche il mondo dell’aviazione. Sono già ideali per pompe, ventilatori, soffianti e utilizzati nei grandi processi industriali come laminatoi, cartiere, impianti chimici, nelle trivellazioni offshore ed altro ancora.

Insomma, tutti campi fondamentali ai quali normalmente non si pensa: e dire che secondo molti i motori elettrici non sarebbero affidabili nemmeno per le automobili…

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: Coiltech

 

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