La start up nata dal MIT testa l’ibrido, meno 20% in consumi ed emissioni

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I componenti del sistema ibrido di XL Hybrids (color marrone) inseriti nell'architettura del veicolo - Credit: XL Hybrids

 

I componenti del sistema ibrido di XL Hybrids (color marrone) inseriti nell'architettura del veicolo - Credit: XL Hybrids
I componenti del sistema ibrido di XL Hybrids (color marrone) inseriti nell’architettura del veicolo – Credit: XL Hybrids

Non azzererà del tutto le emissioni inquinanti ma uno dei vantaggi della tecnologia ibrida è di non soffrire della coperta corta delle autonomie e della rarità di colonnine di ricarica che frena l’ascesa delle auto 100% elettriche. Per questo motivo una start up (o, meglio, una spin out) del MIT, il Massachussets Institute of Technology, ha deciso di concentrarsi sull’ibridazione dei veicoli esistenti, portandone alla luce i vantaggi per i consumatori.

Pur essendo in circolazione da metà anni ’90, l’interesse nei confronti dei veicoli a trazione ibrida elettrica e dei loro benefici (ambientali ed economici) sta crescendo significativamente solo da alcuni anni. Negli Stati Uniti, Paese alla guida di una sorta di rivoluzione dei trasporti privati, la tecnologia ibrida si sta poi ritagliando una notevole fetta di mercato per via della sua maggior praticabilità rispetto al puro elettrico, cosa che, in proporzione minore, sta accadendo anche in Italia.

XL Hybrids, spin out che nasce da un gruppo di imprenditori ed ex laureati del prestigioso MIT, uno dei quali diventato docente al suo interno, ha puntato tutto sulla formula del retrofit, convinta che i benefici siano troppo alti per poter essere rifiutati.

A tale scopo ha condotto dei test sull’efficienza dei medesimi modelli in versione convenzionale ed ibridata: l’obiettivo è dimostrare che da questa tecnologia si può trarre una riduzione sensibile dei consumi senza dover dipendere dalle infrastrutture necessarie ai veicoli totalmente elettrici, fermo restando che l’efficienza dei secondi è irraggiungibile.

Tuttavia l’investimento attuale per potersi dotare di infrastrutture di ricarica scoraggia molte flotte aziendali dallo scegliere gli electric vehicles senza un forte incentivo alle spalle e il taglio totale di consumi, manutenzione ed emissioni non è sufficiente a sconfiggere la paura di un’autonomia limitata.

XL Hybrids ha fornito il suo powertrain a società come Coca Cola e FedEx (che usa anche furgoni all electric), dimostrando in cosa l’ibrido possa aiutare le aziende (nonché i privati).

Il sistema pensato dalla start up del MIT è semplice e, a detta di Tod Hynes, docente dell’Istituto, non richiede nemmeno una modifica alle linee di produzione dei Marchi automobilistici: si integra perfettamente e può essere aggiunto dai clienti che lo desiderano in qualsiasi momento.

Prendendo come base furgoni, minivan e camion nati con motori endotermici General Motors e Ford, XL Hybrids inserisce nell’architettura propulsiva un motore elettrico, una batteria agli ioni di litio, inverter e quant’altro serva a connettere i vari componenti. Infine, dota gli automezzi di un impianto frenante rigenerativo, fondamentale in quanto responsabile del recupero di quell’energia cinetica altrimenti sprecata, che serve a ricaricare la piccola batteria da 1.8 kWh.

Messi alla prova con un test dinamometrico in cui i veicoli corrono su una sorta di rullo che ne misura velocità ed emissioni (di conseguenza anche i consumi), gli automezzi ibridati guadagnano rispetto ai loro omologhi in versione originale in media il 20% nei consumi.

Nello specifico, un veicolo da 5 tonnellate stazza beneficia di un -21% nei consumi di carburante per coprire le stesse distanze alle stesse velocità, tagliando parimenti le proprie emissioni di gas di scarico.

La scelta di un sistema ibrido relativamente poco potente ha, per XL Hybrids, una serie di vantaggi immediati: il pacco batterie ha un costo contenuto, è facilmente inseribile nel veicolo in quanto di modeste dimensioni e le prestazioni, grazie allo sprint tipico dell’elettrico, sono comunque elevate. Appositamente per le flotte commerciali, si potrebbe addirittura pensare di ottenere la potenza massima attuale dei veicoli proprio dalla compensazione reciproca di elettrico e termico, riducendo così le cilindrate ed ancora i consumi di carburante.

Il sistema di XL Hybrids costa 8,000 dollari, circa 5,700 euro e Hynes è convinto che nessun manager direbbe di no all’idea di risparmiare per consumare, oltretutto, meno di adesso: nell’intero ciclo di vita, il powertrain ibrido taglierebbe 4,000 galloni (11,356 litri) di carburante.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: MIT News Office via Phys

 

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