L’auto elettrica si guiderà con l’iPad: la Robot Electric Car dell’Università di Oxford

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Oxford robot car, photo credit: John Cairns
Oxford robot car, photo credit: John Cairns
Oxford robot car, photo credit: John Cairns
Oxford robot car, photo credit: John Cairns

L’ideale per i pendolari e per la guida in città sarà l’auto che si guida da sola: già da anni si studiano sistemi di guida automatizzata dei veicoli che mantengano sempre le distanze di sicurezza o che parcheggino l’auto facendo risparmiare fatica al conducente. Adesso l’Università di Oxford ha messo a punto un sistema di navigazione che va ancora oltre e con un prezzo popolare.

Alcuni di questi sistemi di guida assistita hanno già trovato posto nella produzione in serie, specialmente per quanto riguarda l’assistenza nel parcheggio dei veicoli elettrici o di fascia lussuosa; per i secondi è un optional di tutta comodità mentre per i primi aiuta ad allinearsi correttamente con le stazioni di ricarica wireless, quando supportate dal veicolo.

Il sistema brevettato dalla Oxford University sfrutta delle microtelecamere e dei misuratori laser integrati nella carrozzeria della macchina per controllare l’ambiente esterno: il computer di bordo calcola così la traiettoria da seguire.

Il video che mostra il prototipo in azione spiega che basta alloggiare e connettere il proprio iPad, ad esempio, nella plancia di comando

Oxford robot car, photo credit: John Cairns
Oxford robot car, photo credit: John Cairns

e selezionare “Auto Drive” per far sì che l’auto si guidi da sola; riprendere il controllo della vettura è facile: basta sfiorare il pedale del freno.

Il Professor Newman spiega sul sito dell’Università di Oxford che volutamente non ci si vuole basare sulla tecnologia GPS, più imprecisa di quanto una mappatura della realtà tramite sensori a bordo dell’auto possa essere: passando attraverso le strade di una città, il sistema di navigazione si costruisce una geografia dei luoghi, arrivando al punto di riconoscerli nei passaggi successivi e di proporre al conducente di lasciargli guidare l’auto.

Immaginatevi la vostra macchina che vi dice: “Hey, questa strada la conosco! Dove vuoi andare? Ti ci porto io!

Detta così potrebbe fare un po’ impressione ma si tratta proprio dello scenario che il Professor Newmann vuole contribuire a disegnare per il futuro.

Per il momento questo sistema robotico di controllo, testato su delle Leaf elettriche fornite da Nissan e modificate appositamente, non arriverà al pubblico: la ricerca, supportata anche dall’Engineering and Physical Sciences Research Council (EPSRC) necessita ancora di studi e test prima di raggiungere uno standard commerciale.

Di una cosa però sono abbastanza sicuri: il costo di questo sistema di navigazione e controllo, attualmente sulle 5.000 sterline inglesi, scenderà grazie al costo contenuto dei componenti sempre in aggiornamento, plausibilmente fino alle 100 sterline.

Non è affatto detto che in un futuro prossimo l’”auto guida” non diventi una comodità accessibile e a cui abituarsi: porterebbe molti vantaggi a chi guida su percorsi abituali con frequenza, implementerebbe la sicurezza nella guida e ci legherebbe ancor più ai nostri smartphone e tablet (anche il prototipo MicroCommuter di Honda ed il Colibri EV prevedono l’uso del tablet come “chiave” per controllare il veicolo), veri e propri avatar della nostra esistenza.

 

Andrea Lombardo

Fonti: Gizmag, Oxford University, MobileRoboticsOxford

 

 

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