Le auto elettriche incuriosiscono: boom di test drive all’Enel Road Show

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Enel Road Show

Enel Road ShowSi è conclusa ieri alle 19:00 al Porto Antico di Genova l’esperienza itinerante dell’Enel Road Show, tour organizzato dal gestore nazionale dell’energia elettrica per far conoscere l’alternativa, sempre più tangibile, della mobilità elettrica.

Organizzata in quattro tappe (Bari, Milano, Bologna e Genova) da tre giorni l’una – fatta eccezione per l’ultima, Genova, dove lo stand del Road Show si è fermato una giornata in più – è stata senz’altro un’occasione buona per farsi un’idea delle tariffe e delle modalità di ricarica offerte da Enel ma soprattutto, per molti, un primo appuntamento (“al buio” se vogliamo) con l’auto elettrica.

Ed è proprio il riscontro di pubblico la nota più interessante: ho fatto visita alla manifestazione nel giorno di apertura ed in quello di chiusura dell’ultima tappa per capire come stesse andando l’approccio tra la gente e la parata di automobili a zero emissioni esposte sul piazzale turistico del centro genovese.

Incerto se aspettarmi più scetticismo o più curiosità, la seconda delle due ipotesi ha finito per prevalere nettamente sulla prima. A partire dal papà che, quasi sorpreso di essere attratto da una Leaf, declina il test drive offerto perché il figlioletto è troppo piccolo per salire a bordo senza seggiolino ma non rinuncia a chiedere informazioni, passando per i gruppetti di persone confabulanti per arrivare ai (molti) ragazzi che salgono volentieri a farsi un giro, si ha l’impressione che l’auto elettrica eserciti un discreto appeal.

Certo, molta curiosità può essere fine a se stessa, dettata dal fatto insolito di provare un veicolo che non fa rumore e che si attacca alla presa di corrente ma, scavando un poco di più, si fa largo un’altra sensazione: la maggior parte delle persone si avvicina a queste auto senza pregiudizio, semplicemente con il desiderio di scoprire senza impegno questa alternativa.

Perché, onestamente, al momento in Italia solo di alternativa si può parlare: però appare chiaro che per chi si sposta in città, se fosse facile trovare punti di ricarica, la convenienza dei mezzi elettrici vincerebbe sulla scelta del motore tradizionale.

Il ragionamento è semplice: appurato che di vere macchine, con le dotazioni cui normalmente siamo abituati, si tratta, se possono farci risparmiare, perché non comprarle?

Ovviamente perché allo stato attuale della situazione infrastrutturale, le colonnine di ricarica sono distribuite in maniera disomogenea sul territorio e perché rimangono punti da risolvere quali i prezzi d’acquisto, in calo ma non ancora competitivi al 100%.

Tuttavia, la piazza sta aprendo gli occhi sul mondo dell’auto elettrica: parlando con Sabina Mastrangelo, curatrice dello stand nelle tappe genovese e bolognese, ci riferisce che i contatti avuti sono stati circa 500 nel capoluogo felsineo e 400 in quello meneghino. Quello ligure, in chiusura, ha sfiorato i 700 contatti: un exploit dovuto anche al giorno in più a disposizione ma sicuramente indice di un interesse crescente nei confronti della mobilità pulita, registrabile quasi di tappa in tappa.

L’Enel Road Show non è certo il primo evento che cerca di far conoscere la “novità” dell’auto elettrica: è però arrivato in un momento che sta probabilmente segnando un primo spartiacque tra la quasi indifferenza del passato ed una cauta curiosità destinata ad aumentare.

Come dicevo, molti giovani nella fascia tra i 20 ed i 35 anni ma, come mi ha fatto notare Sabina, anche persone più avanti con l’età: l’interesse di queste è rivolto alla tecnica costruttiva di queste auto, dal punto di vista culturale, e alla facilità di guida, da quello pratico.

Parlando invece con i ragazzi che hanno accompagnato le persone nei test drive, risulta subito chiaro che un’auto come la Renault Zoe attira i più giovani ma che anche la più tranquilla esteticamente Nissan Leaf ha sorpreso tutti per la comodità e le sensazioni di guida.

Domande più frequenti? Quanta autonomia hanno, in quanto tempo si ricaricano e, soprattutto, dove. Non da ultimi, i costi. Domande pragmatiche, dirette, che ribadiscono un concetto: alla gente che l’auto sia elettrica interessa relativamente. Se si guida bene e conviene, un motivo per non comprarla non lo vede.

 

 

Andrea Lombardo

 

 

 

1 COMMENT

  1. […] Intanto la presentazione del caso studio XL1 e l’unificazione modulare della base dei modelli è sono primi passi verso il contenimento dei costi generali di produzione in favore dello sviluppo di powertrain innovativi ed interscambiabili; quello che ci si aspetta è che la propulsione elettrica e tanto più quella ibrida siano finalmente associate ad auto dal costo contenuto ed accessibile alla gente comune: quella “massa” che può davvero fare la differenza in favore della mobilità sostenibile (e che non la disdegna, anzi). […]

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