L’offensiva delle auto elettriche di Volkswagen: la chiede l’ambiente, la chiedono i clienti

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Il Volkswagen Group presenta tante novità dal punto di vista tecnologico e la più importante è quella definibile come “l’offensiva delle auto elettriche”.

È nelle parole di Massimo Nordio, amministratore delegato di Volkswagen Italia presente al 65esimo Salone di Francoforte, che scorgiamo la plateale accettazione dell’elettrico nella gamma di una della case automobilistiche più importanti del globo.

Nordio, intervistato da Corriere Motori, stigmatizza le nuove proposte mettendo chiaramente le vetture a zero emissioni in primo piano e parlando delle tecnologie elettriche, ibride o pure che siano, come di un dato ormai assodato nel fare automobili oggi, ancor prima che domani.

Due le motivazioni alla base di tanta presenza delle zero emissioni nello stand Volkswagen all’IAA 2013: «Da un lato è una responsabilità [verso l’ambiente, ndr] di noi costruttori – spiega Nordiodall’altra è una richiesta da parte dei clienti, sempre più forte, sempre più pressante e legata sia all’aspetto ambientale che al contenimento dei costi».

Le parole dell’a.d. Nordio sono importanti: racchiudono infatti due principi fondamentali che stanno alla base della ragione d’essere dell’auto elettrica.

La coscienza delle basse e zero emissioni, anche per via di un iter legislativo che prevedibilmente andrà solo sviluppandosi, è ormai parte integrante della mentalità dell’industria automobilistica; poi, cosa ancor più rilevante, Volkswagen percepisce una richiesta in crescita per il comparto delle auto ecologiche: la gente vuole mezzi di trasporto più efficienti ed economici. E se c’è richiesta allora può esistere un mercato: che lo rilevi VW è ancora più importante perché si tratta di una voce autorevole di quell’automobilismo maggiore che dovrebbe tifare (secondo i detrattori dell’elettrico) per osteggiare tutto quanto non sia endotermico.

A proposito di mercato, poiché la ragione economica è preponderante per necessità, una domanda della cronista Savina Confaloni dà il “la” a Nordio per spiegare cosa stia cambiando nello scacchiere mondiale della mobilità: in Europa le vendite sono ancora in crisi, negli States vanno alla grande e l’Asia promette bene; parallelamente anche la richiesta di auto elettriche è ancora timida, embrionale, in Europa, negli USA si sta consolidando ormai da inizio 2013 su numeri interessanti e ancor più si prevede che faccia nell’immediato futuro sui mercati asiatici.

E questo basta per far muovere le case automobilistiche in direzione di un business che offre ampissimi margini di conquista e che vede solo un paio di marchi in netta pole position.

La sorridente giornalista, a proposito poi del sconfinamento dell’elettrico nel settore sportivo, espone infine la tipica domanda che molti farebbero: «Ma chi compra un’auto sportiva non preferisce sentire il rumore di un “motore vero”?»

Nordio risponde dapprima anticipando che il “rumore” in futuro potrebbe essere diffuso dall’impianto hi-fi dell’automobile – cosa non lontana dal vero, date le richieste anche normative di rendere gli EV udibili ai non vedenti – per poi chiosare: «Credo che, a parte le battute, l’aspetto prestazionale di un’auto elettrica sia molto interessante: la coppia, che è elevatissima, è disponibile anche quando la macchina sta partendo, contrariamente ai motori tradizionali. Dal punto di vista del divertimento […] credo che sia in molti casi anche superiore che sulle auto tradizionali».

 

Andrea Lombardo

Fonte: Corriere Motori

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