Londra, anche le BMW i3 elettriche nel car sharing DriveNow

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photo credit: ell brown via photopin cc
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BMW ha trovato un nuovo business sul quale puntare: il car sharing. Dopo Germania ed Austria, tocca adesso anche alla Gran Bretagna, con Londra, entrare a far parte delle metropoli servite da DriveNow: in aggiunta alle Serie 1 ed alle Mini Countryman – 210 in tutto – dalla primavera 2015 sarà disponibile anche una flotta di BMW i3 elettriche.

L’introduzione della citycar a batteria fa parte di uno schema messo a punto da BMW e da Sixt SE, sua partner nel progetto di mobilità londinese, per ovviare ad un problema culturale che affligge la city e dintorni: Londra, a differenza di altre capitali europee maggiormente rivolte ad una mobilità condivisa, ha una cittadinanza assai legata al possesso del proprio mezzo di trasporto, caratteristiche che, in parte, la accomuna alla realtà italiana.

Questo per una città con gravi problemi di inquinamento e traffico è un problema non da poco, in quanto condanna ad una vita decisamente difficile i programmi di car sharing, soluzione appoggiata da più parti come alternativa principe alla mobilità privata tout court.

BMW punta così sull’innovatività delle i3 elettriche per fare colpo su quella fetta di popolazione più giovane, che, secondo le ricerche di settore, da meno peso al possesso di un veicolo di quanto non ne dia all’agilità di spostamento utilizzando piuttosto un network di soluzioni.

Per BMW è anche l’occasione per agire in anticipo cavalcando un cambio di mentalità che presto o tardi costringerà tutte le Case automobilistiche a farci i conti (nonché l’ascesa dei car sharing a Londra) e per non lasciare campo del tutto libero a Bolloré, l’imprenditore francese che ha già pianificato l’installazione di una versione londinese del suo Autolib’, il car sharing esclusivamente elettrico che tanta fortuna ha riscosso a Parigi ed in altre città della Francia.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: CleanTechnica

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