Londra capitale europea dei veicoli elettrici: ecco la ricetta del sindaco Boris Johnson

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photo credit: Broken monocular via photopin (license)
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Il sindaco di Londra, Boris Johnson, ha riaffermato ed ulteriormente implementato il suo progetto di trasformare la città nella capitale europea delle basse emissioni incrementando i benefit per chi guida veicoli elettrici o ibridi ed incentivando i tassisti a preferire i veicoli a batteria.

Il piano promosso da Johnson prevede una serie di punti per incoraggiare l’uso di tutte le tipologie di mezzo di trasporto classificabili come “ultra-low emission vehicles” (ULEV).

Numerose le aree tematiche che la municipalità londinese intende sondare per rendere praticabile la via dell’elettrico: si parla di sconti sulla “congestion charge” – la tassa imposta a chi vuole circolare nel centro città – per gli ULEV, dell’installazione di nuovi punti di ricarica per veicoli elettrici e di incentivi per la rottamazione dei taxi con più di 10 anni di servizio qualora vengano rimpiazzati con un modello a zero emissioni; agli ULEV verrebbero poi anche concessi parcheggi agevolati e corsie preferenziali in determinate aree della capitale britannica.

Questa ulteriore ventata propositiva a supporto della mobilità alternativa è giunta a seguito della dichiarazione da parte della London Fire Brigade, il corpo dei vigili del fuoco cittadino, di voler sostituire 57 automezzi di supporto con altrettanti a motore ibrido ed elettrico.

I pompieri londinesi, di certo un’istituzione rappresentativa e di grande impatto sull’opinione pubblica, hanno anche fatto un appello all’industria specializzata perché sviluppi delle autopompe a basse emissioni, portando così l’ibridazione anche sui mezzi di soccorso.

La Fire Brigade non è però l’unico esempio di intraprendenza nel settore dei trasporti a basse emissioni: i nuovi autobus entrati in servizio nel tpl della capitale sono ibridi e Transport for London (TfL) è intenzionata ad incrementare il numero delle unità 100% elettriche, già in funzione lungo alcune tratte urbane assieme a dei modelli ad idrogeno.

Non è però un caso che Londra e gli organismi cittadini corrano verso l’elettrificazione dei trasporti: la capitale è infatti detentrice del record nazionale in merito all’inquinamento atmosferico, con soglie limite anche tre volte e mezzo superiori i livelli indicati dalla UE.

Secondo uno studio commissionato proprio da TfL e dalla Greater London Authority sarebbero stati addirittura 9,500 i londinesi deceduti prematuramente nel 2010 a causa dell’inquinamento.

Le iniziative promosse dal sindaco Boris Johnson, già noto in passato per la sua spinta pro mobilità elettrica, e dalle altre autorità cittadine sono state ben accolte da uno storico ente caritatevole dedicato a chi soffre di patologie polmonari, la British Lung Foundation.

Il Dr. Penny Woods, Chief Executive di BLF ha dichiarato che “In seguito agli shoccanti dati sulla mortalità provocata dall’inquinamento dell’aria a Londra, è giusto e doveroso mettere in atto delle misure per ridurre le emissioni nella capitale”.

La Gran Bretagna – ha continuato Woods – ha fallito nel tentativo di portare i livelli di inquinamento atmosferico di altre 16 città entro i limiti approvati per legge ed è adesso obbligata a varare un piano strategico per la qualità dell’aria su scala nazionale entro fine anno. Se questo governo vuole dimostrarsi serio nell’intento di risanare l’aria che respirano gli inglesi, un sistema di test nel mondo reale rivolti all’utilizzo di bus e taxi a basse emissioni che aiutino le municipalità a raggiungere target migliori non può che essere uno dei passaggi da prendere in considerazione”.

 

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: TheIndipendent

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