Motori elettrici In-Wheel: al Meguiar’s MotorEx di Sydney Evans Electric presenta una motoruota tutta muscoli

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Credit: Evans Electric via AutoblogGreen
Credit: Evans Electric via AutoblogGreen

Il Meguiar’s MotorEx che si svolge al Sydney Olympic Park è da tredici anni a questa parte la più grande e famosa esposizione motoristica dell’Australia dedicata ai veicoli da collezione, rari, vintage e, soprattutto, customizzati: una vera e propria sagra dell’esagerazione fatta automobile.

E tra le super car esposte, sottoposte ad un tuning sfrenato dai proprietari, ha fatto la sua comparsa anche un veicolo elettrico: forse per certi aspetti meno appariscente di altri ma sicuramente interessante per ciò che nasconde dentro le ruote. Infatti la Mitsubishi Lancer Evo III retrofittata in elettrico dalla start-up australiana Evans Electric ha una caratteristica molto particolare: usa delle motoruote elettriche dalla potenza non indifferente.

Non che i motori in-wheel siano una novità assoluta nel campo delle auto elettriche, basti pensare alle soluzioni adottate da Brabus o da Protean, però quelli presentati da Evans Electric sono, se non altro, davvero “super”.

I motori In-Wheel montati su tutte e 4 le ruote della Lancer Evo III sono del tipo discoidale, ovviamente a trazione diretta, lavorano in AC ed hanno una potenza in output nominale di 75 kW e 625 Nm di coppia: il picco di potenza che possono erogare è di 150 kW e 1,250 Nm l’uno, per un mostruoso totale di 600 kW (grosso modo 800 cavalli) e 5,000 Nm a disposizione della vettura!

Bisogna tenere conto che i dati di potenza e coppia sono rilevati “alla ruota” e non all’albero di trasmissione: un motore in-wheel ha un’efficienza quasi perfetta poiché non perde nulla passando attraverso una trasmissione ed un rapporto di riduzione ma, anzi, vede la ruota cui è applicato girare direttamente alla sua velocità.

Inoltre questo sistema permette un recupero dell’energia cinetica in frenata intorno all’85% del potenziale, il che rende possibile ottimizzare l’autonomia del veicolo e sottodimensionare leggermente il pacco batterie – secondo Evans Electric – per diminuirne il costo, voce di spesa senz’altro maggiore in un veicolo elettrico.

La start-up genitrice di questa motoruota vanta poi l’utilizzo della frenata elettromagnetica, senza contatto fisico tra le parti e senza la frizione tipica di un normale sistema frenante idraulico: utilizzando i soli motori elettrici nelle ruote la vettura frena per un valore superiore ad 1G.

Evans Electric detiene un brevetto per questo tipo di sistema propulsivo e frenante, ritenuto molto sicuro ed accoppiato ad altre tecnologie già diffuse come l’ABS, il controllo della stabilità, della trazione, l’assistenza alla frenata, il torque vectoring, l’intelligent cruise control ed altre ancora.

L’utilizzo dei propulsori elettrici In-Wheel fa poi sì che sistemi di sicurezza come il controllo della stabilità e la regolazione dei fenomeni di sovra e sotto sterzo siano perennemente attivati invece che entrare i funzione solo in caso di emergenza.

La motoruota, assieme a tutto il sistema del drivetrain progettato da Evans Electric, è stato sottoposto ad una lunga serie di test al termine dei quali l’azienda ha ottenuto la collaborazione di alcuni brand automobilistici per vedere questo prototipo applicato nel campo delle corse: i prossimi test dovrebbero portare queste super motoruote a correre nella gara australiana Bathurst 1000.

 

Andrea Lombardo

Fonte: Evans Electric via AutoblogGreen

 

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