È diffuso in tutto il mondo e sta rivoluzionando le dinamiche del noleggio auto: Uber, che dovunque è stato accompagnato dalle fortissime critiche degli addetti al settore, tassisti in testa, è, volenti o nolenti, una realtà quotidiana in tutto il mondo. UberGREEN è la sua anima “ecologica”.

Tra una contestazione e l’altra, la flessibilità d’uso di Uber ha fatto sì che, in pratica, in tutte le città nelle quali è presente si sia costruito una nicchia di utenti. Questo è il motivo per cui molti guidatori hanno aderito al network multimilionario di condivisione del mezzo di trasporto e, com’è ovvio, non certo per beneficienza.

Ragione per cui, laddove di auto elettriche v’è presenza più tangibile che nella penisola, diversi hanno massimizzato il profitto, standard per km, grazie all’utilizzo di una vettura che per viaggiare consuma pochi centesimi e per rifornirsi spesso usufruisce di reti con contratti a forfait o addirittura gratuiti (vedi il Supercharger Tesla).

UberGREEN nasce quindi sulla base di un’esperienza involontariamente già fatta da Uber

photo credit: Uber e táxis em São Paulo via photopin (license)
photo credit: Uber e táxis em São Paulo via photopin (license)

stesso nelle persone di alcuni dei suoi affiliati: la differenza è questa volta l’iniziativa è del network, in collaborazione con due dei produttori di auto elettriche più impegnati in questo momento, ossia Nissan e BMW.

Una flotta di Leaf e di i3 100% elettriche sarà infatti affiancate alle vetture endotermiche del servizio come progetto pilota dal 9 Maggio al 3 Giugno a Johannesburg, in Sud Africa, all’interno della tariffa più economica, Uber X.

L’intento è quello di calcolare quanto l’uso di veicoli ad emissioni locali pari a zero migliorerebbe l’impatto dei trasporti in una delle città più trafficate dello Stato africano, non a caso, vien da pensare, l’unico scelto dai Marchi automobilistici come mercato per i loro EV a sud dell’Equatore.

A tale scopo Uber ha comunicato che controllerà attentamente il numero di miglia percorse dalle vetture elettriche della flotta durante il periodo di promozione.

C’è da vedere che cosa ne sarà in futuro di UberGREEN: al momento si tratta di un progetto pilota destinato a terminare, non si sa mai che possa essere riproposto in altre parti del mondo.

Basti pensare a quando le autorità di Parigi chiesero ai Francesi di lasciare a casa le auto private per usare solo il car sharing elettrico della capitale ed i mezzi pubblici per via della cappa di smog. Chiamarli “assist” ad iniziative del genere sarebbe d’obbligo.

 

 

 

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