Noleggio mezzi elettrici all’Expo: il bilancio di Mobility Center

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Gli 80 mini-scooter e i 6 mezzi di taglia più grande per gli utenti oversize non bastavano a coprire tutte le richieste giornaliere
Andrea Ferretti, co-fondatore del Mobility Center
Andrea Ferretti, co-fondatore del Mobility Center

Quando l’idea giusta, l’impegno la passione guidano una start-up, è alta la percentuale di successo e di conferma sul mercato. È proprio quello che è successo a Mobility Center, una nuova realtà nel mondo dei mezzi elettrici, traghettata con immenso entusiasmo e devozione dai due fondatori Alessandro Martelli e Andrea Ferretti.

Dott. Ferretti, cos’è il Mobility Center?

Io e Alessandro Martelli lavoriamo da 20 anni nel comparto dell’homecare, e abbiamo fondato Mobility Center con la mission di offrire soluzioni che migliorino la qualità della vita di anziani, disabili e persone con difficoltà motorie o sensoriali. Mobility Center, nello specifico progetto per Expo, grazie alla possibilità di noleggiare mini-scooter elettrici a quattro ruote e carrozzine manuali presso Cascina Triulza, ha reso possibile e più semplice la visita della grande area espositiva, Padiglioni compresi, alle persone con disabilità permanenti, temporanee e anziani.

Dobbiamo dire grazie anche ai Partner che ci hanno sostenuto, come Manpower, Progetto assistenza, Handytech, Jacuzzi, Missaglia e Fiat Autonomy. Senza di loro il Mobility non si sarebbe potuto realizzare.

 

Cascina Triulza dopo l’Expo
Una volta terminata l’esposizione universale, costituiremo presso Cascina Triulza, sede dell’omonima Fondazione e che diventerà un grande polo del terzo settore, il prototipo della casa completamente accessibile. La mission è trovare ed esporre il maggior numero di soluzioni che permettano di abbattere le barriere architettoniche in ambito domestico e pubblico. Importanti aziende come Jacuzzi, Missaglia e Fiat Autonomy hanno già aderito.

 

La sede del Mobility Center nello specifico progetto per Expo
La sede del Mobility Center nello specifico progetto per Expo

Com’è nata l’iniziativa?

La Fondazione Triulza, costituita da 66 diverse associazioni del terzo settore, ci ha proposto di portare avanti questo progetto per dare un sostegno ai visitatori in difficoltà. La fondazione è diventata inoltre socia del Mobility Center, un passaggio davvero emblematico: ci permette di lavorare direttamente insieme al mondo associativo, avendo il supporto di tutto il terzo settore. Ed il punto chiave che ci consentirà di proseguire in futuro con grande successo è proprio il rapporto con il mondo delle associazioni e del sociale. È un nuovo modello di collaborazione tra mondo imprenditoriale e non profit.

Qual è stato il feedback dei visitatori?

Il servizio ha avuto inizio il 15 maggio con 25 mini-scooter e 5 carrozzine e l’idea di offrire a pieno regime 60 mezzi in totale. Quasi subito, però, abbiamo constatato l’esigenza di potenziare il nostro parco per arrivare almeno ad 80 mini-scooter e 6 di taglia più grande per gli utenti oversize. Ma il successo è stato tale che, soprattutto negli ultimi due mesi, si è verificato quotidianamente un overbooking e non siamo riusciti a coprire l’intera richiesta di utilizzo. Non ci aspettavamo un tale successo: 10.000 noleggi in 4 mesi e mezzo, con una stima di 14.000 noleggi effettuati a fine Expo.

Il servizio è stato di appeal anche per i visitatori stranieri?

Abbiamo notato che l’utente estero era già abituato a usufruire di tale servizio, al contrario del visitatore italiano. La differenza culturale con l’estero in effetti è notevole e questo ci ha portato alla consapevolezza che è necessario creare la cultura del prodotto. Dovrebbe essere un’opportunità standard offerta in tutti i contesti in cui c’è un’altra concentrazione di persone e grandi distanze da percorrere.

Gli 80 mini-scooter e i 6 mezzi di taglia più grande per gli utenti oversize non bastavano a coprire tutte le richieste giornaliere
Gli 80 mini-scooter e i 6 mezzi di taglia più grande per gli utenti oversize non bastavano a coprire tutte le richieste giornaliere

Che strategia potrebbe essere vincente in questo senso?

Premetto che già c’è una grandissima voglia di utilizzare questi mezzi da parte degli anziani. Superato l’imbarazzo iniziale, emergeva solo il divertimento e la soddisfazione di poter visitare l’Expo senza troppa fatica. Per cambiare la specifica cultura, occorre modificare la percezione del prodotto e permettere di superare il senso di disagio, molto frequente nel primo approccio. Per questo, stiamo cercando di proporre veicoli con un appeal estetico sempre più attraente, mezzi di design che non siano immediatamente associati a un utilizzo per disabilità, uscendo quindi dalla logica di ausilio medicale. Devo dire che in questo senso le aziende produttrici ci stanno seguendo.

Vuole farci dei nomi?

Kymco sta lavorando molto bene in questo specifico segmento ed Honda sta proponendo splendidi prototipi legati proprio alla filosofia dell’alto design.

Torniamo al servizio offerto. Qual è stata la principale difficoltà che avete dovuto superare?

Per la prima volta, un servizio di questo tipo è stato attivato all’interno di un grande evento pubblico e per così lungo tempo. Quindi, dal punto di vista organizzativo, ci sono state chiare difficoltà logistiche legate all’erogazione del servizio. Ma, in realtà, la principale criticità è stata trovare la corretta modalità nel fornire il flusso d’informazioni necessarie agli utenti per fruire del servizio, fino allo sviluppo di una piattaforma di prenotazione semplice e intuitiva, per rendere autonomo chiunque nella fase di scelta del servizio.

Il noleggio avviene presso Cascina Triulza. Ma per giungervi è stato previsto un servizio specifico?

Sì. Le difficoltà legate ai grandi spazi da percorrere per arrivare in Cascina Triulza sono state superate grazie all’utilizzo di un mini-scooter a due posti, che abbiamo fatto costruire da Kymco appositamente per l’Expo. Previa richiesta, un nostro operatore alla guida del “tandem” forniva un passaggio ai visitatori dalle porte di ingresso fino al proprio scooter da noleggiare. Proprio grazie al mini-scooter biposto, Expo ci ha anche incaricato di gestire i Servizi di Emergenza per l’interna manifestazione.

Grazie alla possibilità di noleggiare mini-scooter elettrici a quattro ruote e carrozzine manuali presso Cascina Triulza, il Mobility Center ha reso possibile e più semplice la visita all’Expo alle persone con disabilità permanenti, temporanee e anziani
Grazie alla possibilità di noleggiare mini-scooter elettrici a quattro ruote e carrozzine manuali presso Cascina Triulza, il Mobility Center ha reso possibile e più semplice la visita all’Expo alle persone con disabilità permanenti, temporanee e anziani

Qual è il futuro di Mobility Center post Expo?

L’esperienza ci ha permesso di aprire e puntare gli occhi verso questa esigenza, sempre più forte e sentita nel mondo degli spazi pubblici e delle manifestazioni di grande portata. Riscontrata la grande risposta oltre ogni aspettativa, stiamo lavorando in modo ambizioso come precursori, per un Mobility Center che sia inserito come modello naturalmente compreso nell’offerta delle grandi manifestazioni. Ci rende molto orgogliosi l’interesse da parte di Roma, infatti il prossimo evento di rilievo mondiale in cui saremo presenti per aiutare le persone con ridotta mobilità è il Giubileo, che ci vedrà impegnati nella Capitale per un anno, a partire dal novembre 2016. Altro grande passo avanti è l’apertura del primo Mobility Center presso un aeroporto, al terminal SEA di Malpensa. Stiamo inoltre lavorando per portare questa preziosa opportunità nel Porto Antico di Genova e in modo permanente presso i padiglioni di Fieramilano.

In questa fase è fondamentale stimolare tutti gli operatori interessati per creare una mappa dell’eccellenza italiana del turismo accessibile a misura di tutti, grazie alla mobilità elettrica.
Sul fronte istituzionale, Regione Lombardia ci è stata molto vicina e sta dimostrando grande sensibilità e impegno sui temi della mobilità e della disabilità.

Il mondo del prossimo futuro sancirà quindi il successo de i veicoli elettrici nel mondo del terzo settore?

Le potenzialità sono alte e le opportunità imprenditoriali sono grandi e concrete. Siamo sicuri che questi veicoli elettrici saranno sempre più diffusi e utilizzati per innalzare la qualità della vita. La prova di questo, che è la soddisfazione per noi più grande, è il sorriso che riusciamo a far nascere sul viso di chi ha potuto fruire serenamente di un’esperienza che altrimenti non avrebbe vissuto allo stesso modo. Un business vincente che si sposa con la gratificazione umana nel risolvere un problema e la mobilità elettrica che si sposa con il tema della dignità della persona disabile e anziana.

 

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