Produzione mondiale di auto elettriche attesa in crescita del 67% nel 2014: Europa e maggior concorrenza cause trainanti

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Volkswagen e-Up!
Volkswagen e-Up! - photo credit: harry_nl via photopin cc
Volkswagen e-Up!
Volkswagen e-Up! – photo credit: harry_nl via photopin cc

Un 2014 ancor più roseo del 2013 si prospetta per l’industria dell’auto elettrica, la cui produzione mondiale è data in netto avanzamento sulla base di quattro fattori principali.

Dopo le previsioni di Navigant Research, a sostenere la tesi della “crescita felice” degli EV sui mercati internazionali è IHS Automotive, agenzia di analisi che ha un discreto peso in Nord America: secondo i suoi dati auto elettriche (EV) ed ibride plug-in (PHEV) registreranno un +67% nell’arco del 2014, a fronte di un positivo ma ben più contenuto +3.6% della produzione globale di veicoli.

In un settore dove quindi la crescita generale va a rilento, l’elettrico avrebbe le carte in regola per viaggiare spedito: perché?Europa, concorrenza, prezzi e Cina sono le macro questioni addotte da IHS Automotive.

Il Vecchio Continente è ormai prossimo, nella seconda metà del 2014, a cominciare la riduzione dei limiti emissivi per il comparto automobilistico, la cui stretta finale è programmata per il 2020. Questo spingerà i produttori di auto europei ad introdurre sempre più modelli a bassissime e zero emissioni: in parte sta già avvenendo e il 2014 raccoglierà i frutti di una scelta allargata dai nomi di BMW i3 EV ed i8 PHEV, Audi A3 e-Tron PHEV, Mercedes Benz Classe B Electric Drive, Volkswagen e-Up e Golf GTE PHEV.

Questo porterà vivacità anche sul fronte della competizione, con Smart, Opel, Renault, Peugeot-Citröen e Nissan (che produce in Spagna ed Inghilterra gli EV per la UE) già presenti con modelli all electric in concorrenza con Toyota, Tesla, Honda e Mitsubishi.

Per IHS Automotive tutto ciò si tradurrà in un aumento delle cifre di veicoli elettrici costruiti che andrà dai 242,000 del 2013 a 403,000 stimati per il 2014: Europa, Medio Oriente ed Africa ne sforneranno il 40%, l’Asia contribuirà al 30% e gli Stati Uniti da soli per un ulteriore 27%.

La concorrenza farà bene poi ai prezzi, innescando su scala più ampia quanto già verificato l’anno passato negli U.S., dove l’abbassamento del prezzo della Nissan LEAF di 6,000 dollari è stato determinante per le vendite del modello elettrico (+130%), influendo anche sul comportamento delle altre Case automobilistiche presenti su quel mercato con l’elettrico (Honda, Chevrolet, Ford, Fiat e Toyota).

Si tratta di un fattore fondamentale, dato che il costo dei modelli a zero emissioni è stato fino ad oggi causa di vendite sotto tono e che la sua riduzione può svincolare le auto elettriche dalla spada di Damocle degli incentivi statali.

Al capitolo prezzi contribuirà poi in misura sempre maggiore la concorrenza fra produttori di batterie, con LG Chem (fornitrice per General Motors) e Panasonic (per Tesla Motors) a contendersi una sana supremazia sul mercato, con GS Yuasa (Mitsubishi) terzo incomodo e, soprattutto, il colosso Samsung all’orizzonte in combutta con BMW, Fiat e la stessa Tesla.

Infine la Cina: il colosso comunista registra uno dei livelli di inquinamento atmosferico più elevati del pianeta nelle sue maggiori città e l’elettrico può fungere bene sia per far migliorare l’aria che per far guadagnare l’industria dell’auto.

Pechino ha deciso, per esempio, di limitare il numero di veicoli acquistabili, mirando ad introdurre al contempo 20mila EV nel corso del 2014: l’obiettivo è quota 170,000 mezzi a zero emissioni entro il 2017.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: Los Angeles Times

 

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