QBEAK: la citycar dei fiordi

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Era prevista in lancio sul mercato entro il 2012 ma si dovrà aspettare l’anno nuovo per vedere questa citycar elettrica in produzione: intanto ECOmove svela il suo terzo e quasi definitivo prototipo di QBEAK.

La progettazione iniziata nel 2009 ha portato ad un veicolo interessante per il design e la concezione di guida.

Salta subito all’occhio che la QBEAK è “tutta abitacolo”: il musetto ospita il bagagliaio, il volante è in posizione centrale nella plancia di comando, monoposto, ed il posteriore ospita invece i sedili per i passeggeri, fino a 6. Il tutto avvolto, è il caso di dire, da un diaframma continuo e trasparente su tutti i lati, tettuccio compreso.

Sfuggito qualcosa? Il motore dov’è? Nelle ruote. Due, per esattezza uno per ruota sterzante, da 35,4 kW l’uno per circa 50 cavalli complessivi di potenza, soluzione che rende il veicolo libero di gestire tutto lo spazio a disposizione come preferisce.

Anche le portiere aiutano: sono due portelloni scorrevoli, uno per lato, che aprono due agevoli varchi di accesso. Curiosità: sono privi di maniglia alcuna a vantaggio delle linee del design e si possono azionare esclusivamente tramite una card (stile bancomat) dall’esterno e con un pulsante dall’interno. L’apertura manuale è consentita solo in caso di guasto del sistema di controllo, dettaglio che andrebbe forse chiarito in situazioni di emergenza.

Da due a sei posti, si diceva: l’abitacolo è componibile con sedili facilmente rimuovibili o installabili per passare da un perfetto vettore per il car sharing ad una monoposto con ampissimo vano di carico posteriore.

Le dimensioni sono di 3m x 1,75m x 1,63m e pesa 425 kg: i due motori spingono la vettura fino ad una velocità massima di 120 km/h perfettamente proporzionati con lo standard di una citycar ed ha un’autonomia “modulare”.

Modulare perché adotta delle batterie per l’appunto a moduli implementabili come le memorie dei computer fino ad un massimo di 6 pacchi da 4,7 kWh l’uno. In tal caso l’autonomia raggiungibile è di 300 km ma i progettisti danesi non negano di stare riflettendo su una soluzione fuel-cell da affiancarvi.

Dal sito del costruttore si apprende una cosa più interessante ancora: la macchina sarebbe concepita per poter supportare differenti sistemi di immagazzinamento energetico, il che le garantirebbe un capacità di adattamento superiore nel tempo.

L’ultimo prototipo di QBEAK è stato realizzato utilizzando un materiale plastico (EPP – polipropilene in forma espansa) particolarmente adatto ad assorbire i piccoli urti per gli arrotondati prominenti paraurti arrotondati e i parafanghi che la caratterizzano. La finitura del materiale è ruvida al tatto e porosa alla vista, in contrasto con la carrozzeria lucida.

Non può mancare una connettività integrata con la possibilità di utilizzare il proprio smartphone come chiave digitale per aprire ed avviare il veicolo.

ECOmove punta molto sulla guidabilità del suo mezzo, ben equilibrato anche in curva dal posizionamento delle batterie sotto il pianale e dotato di un’ottima visuale di guida grazie agli ampi parabrezza e finestrini; una buon motivo per incuriosirsi a proposito della QBEAK sono l’autonomia, le prestazioni, da verificare su strada, e la versatilità d’impiego unite a dimensioni compatte.

I suoi genitori danesi promettono sia anche economica: in effetti, sulla carta, pare essere rimasto l’ultimo ostacolo da abbattere.

PER SAPERNE DI PIU’:

potrebbe interessarvi anche l’approfondimento ospitato sul numero di Dicembre 2012 di Veicoli Elettrici.

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Architetto con il pallino della mobilità (pulita), sportivo con la passione per l'outdoor; blogger dal 2012, curioso per natura, attratto da tutto quanto rappresenti innovazione e progresso. Cosa non sopporto: pregiudizio e disinformazione. In cosa credo: il valore aggiunto del melting pot culturale.

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